24 marzo 2017 / 13:36 / 9 mesi fa

Carige, Tribunale respinge ricorso Apollo, Malacalza può votare in assemblea

GENOVA/MILANO (Reuters) - Il Tribunale di Genova ha respinto il ricorso presentato da Amissima, società che fa capo ad Apollo Global Management, che chiedeva la sterilizzazione dei diritti di voto di Malacalza Investimenti nell‘assemblea di Banca Carige del prossimo 28 marzo.

Lo riferiscono fonti legali e lo ha poi confermato una nota della stessa Malacalza Investimenti, che detiene il 17,6% di Carige.

Apollo, tramite Amissima, titolare dello 0,1% dell‘istituto ligure, aveva presentato un ricorso d‘urgenza sostenendo che Malacalza eserciterebbe il controllo su Carige senza aver richiesto le necessarie autorizzazioni.

In una nota diffusa nel pomeriggio Amissima “prende atto” della decisione del tribunale e “confida” che dopo l‘assemblea del 28 marzo “le autorità di vigilanza e l‘autorità giudiziaria accerteranno l‘esistenza di un controllo non autorizzato da parte di Malacalza, nonostante la legge preveda espressamente che il controllo di una banca debba essere previamente autorizzato dalla Bce, e ciò a tutela degli interessi della banca, dei suoi azionisti di minoranza e degli altri stakeholders”.

“Dopo l‘assemblea, infatti, la governance di Banca Carige sarà caratterizzata da un Cda di cui Malacalza Investimenti avrà espresso 9 consiglieri su 15 (ovvero 10 su 15 se si include il consigliere espresso tramite patto parasociale dalla Fondazione Carige), nonché da un collegio sindacale di cui Malacalza Investimenti avrà espresso 2 membri su 3”, conclude la nota di Amissima.

L‘assemblea di martedì prossimo prevede tra i punti all‘ordine del giorno la votazione sull‘autorizzazione all‘azione di responsabilità nei confronti dei precedenti amministratori in merito alla cessione ad Apollo delle compagnie assicurative del gruppo - Carige Assicurazioni e Carige Vita - perfezionata a giugno 2015.

Carige ha già avviato lo scorso giugno un‘azione legale nei confronti dell‘ex presidente Cesare Castelbarco e dell‘ex Ad Piero Luigi Montani, e di alcuni soggetti del gruppo Apollo per ottenere un risarcimento danni relativi alla cessione delle compagnie e ad “altri comportamenti” tenuti dagli ex amministratori e dal fondo Usa legati alle trattative, poi respinte dalla banca, sugli Npl e l‘ingresso del fondo nel capitale.

Carige accusa inoltre Apollo di avere influenzato negativamente la liquidità dell‘istituto avendo ridotto l‘entità dei depositi sui conti presso la banca a fine 2015.

L‘istituto stima danni complessivi per 1,25 miliardi di euro.

Apollo ha respinto nei giorni scorsi le accuse ribadendo la “l‘assoluta temerarietà” delle iniziative giudiziali avviate da Carige e ha anticipato una richiesta di indennizzo per un ammontare indicato in via preliminare in oltre 200 milioni di euro.

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