30 gennaio 2017 / 15:56 / in un anno

Btp in calo, spread tocca 190, mercato paga timori su politica Italia

MILANO (Reuters) - Chiusura in calo per i Btp, che pagano le aspettative di risalita dell‘inflazione nella zona euro -- con conseguenti pressioni sulla Bce per una riduzione dello stimolo monetario -- e una serie di fattori strettamente interni, dominati dall‘incertezza politica.

Un'immagine d'archivio di un trader al lavoro. REUTERS/Eric Gaillard

L‘inflazione tedesca si è portata ai massimi da tre anni e mezzo in gennaio, all‘1,9% tendenziale, a un passo dalla soglia del 2%.

Ma il mercato sembra in particolare temere la prospettiva di elezioni anticipate in Italia, il cui esito potrebbe rivelarsi comunque poco soddisfacente: o una vittoria delle forze anti euro oppure un nuovo governo pro euro, ma verosimilmente sostenuto da maggioranze deboli e incerte.

Il tasso sul Btp decennale e salito oggi fino a 2,35%, ai massimi da luglio 2015, mentre lo spread ha toccato nuovi massimi sia su Germania sia su Spagna, rispettivamente a 190 (il livello più alto dal 28 novembre) e a 72 pb (massimo da cinque anni).

Stamane il Tesoro ha collocato l‘importo massimo di 9 miliardi di Btp a cinque anni, del nuovo decennale giugno 2027 e di Ccteu. I rendimenti sono saliti al massimo da ottobre 2014 sul decennale e da giugno 2015 sul cinque anni. In chiusura sul grey market il nuovo titolo scambia a 2,42%, contro il 2,37% dell‘asta.

Scambiano ai massimi di rendimento gli ultimi due Btp collocati dal Tesoro via sindacato: il nuovo 15 anni lanciato la settimana scorsa ha toccato in seduta il 2,89%; il 50 anni, lanciato a ottobre, è arrivato a oggi al 3,66%.

Il Tesoro non ha ricevuto richieste nella riapertura del Bot semestrale in asta venerdì; domani andranno in riapertura i titoli a medio lungo collocati oggi con un‘offerta supplementare di 1,95 miliardi complessivi, di cui 1,2 del nuovo decennale.

Oggi il consigliere Bce Ewald Nowotny ha bollato come assurde le discussioni su un‘eventuale uscita dall‘euro di Italia e Francia. Nowotny ha preannunciato per giugno una probabile revisione della politica monetaria Bce, sottolineando però che non ci saranno decisioni sul ‘tapering’. Parlando poi di inflazione ha ricordato che Francoforte concentra la propria analisi sul dato ‘headline’, non su quello core.

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