January 30, 2017 / 8:40 AM / a year ago

UniCredit, Cet1 2016 a 8%, sotto target Bce, per sfasamento piano/aumento

MILANO (Reuters) - UniCredit vede a fine 2016 il Cet1 intorno all‘8%, quindi al di sotto del 10% indicato dalla Bce ma anche dell‘8,75% prescritto dalla banca centrale per il 2017, per effetto dello sfasamento temporale tra gli impatti negativi attesi derivanti dall‘implementazione del piano strategico e i tempi di esecuzione dell‘aumento di capitale e della cessione di asset.

E’ quanto si legge nel documento di registrazione pubblicato oggi, che ha ottenuto l‘ok di Consob, primo passo per il prospetto relativo all‘aumento di capitale da 13 miliardi che potrebbe partire già il 6 febbraio.

Il documento mette in evidenza tutta una serie di rischi a cui la banca andrebbe incontro nel caso la ricapitalizzazione fallisse o riuscisse solo parzialmente.

In particolare si segnala che, per effetto dello sfasamento temporale tra le azioni previste dal piano strategico con impatto negativo sui numeri del gruppo e l‘esecuzione dell‘aumento, i coefficienti patrimoniali a fine 2016 non saranno in linea con gli obiettivi Srep.

Visto il mancato rispetto dei requisiti patrimoniali, Unicredit non potrà procedere “fino al ripristino dei requisiti patrimoniali non rispettati, alla distribuzione dei dividendi e al pagamento delle cedole degli strumenti Additional tier 1”.

Nell‘immediato questo significa che “ove l‘aumento di capitale non fosse sottoscritto ovvero fosse sottoscritto parzialmente, l‘emittente non potrebbe corrispondere la cedola relativa agli strumenti di Additional tier 1 dovuta a marzo 2017 ed avrebbe limitazioni sulla politica di distribuzione dei dividendi”.

Fra i rischi di esecuzione dell‘aumento, la mancata sottoscrizione del contratto di underwriting per la garanzia all‘aumento (al momento è stato firmato solo il pre-underwriting).

Nel documento si ricorda che dall‘implementazione di alcune azioni del piano strategico sono attesi impatti negativi sui coefficienti patrimoniali e impatti negativi non ricorrenti sul risultato economico netto del quarto trimestre 2016 pari a complessivi 12,2 miliardi, in buona parte dovuti all‘incremento del grado di copertura sul portafoglio di crediti oggetto di cessione nell‘ambito del ‘Progetto Fino’ e sui crediti deteriorati oggetto del ‘Progetto Porto’.

Il documento sottolinea che l‘esecuzione delle cessioni provocherà un impatto negativo sui margini reddituali del gruppo.

In particolare, dalla cessione di Pioneer e della partecipazione in Bank Pekao, considerando solo le componenti economiche ricorrenti, si avrà un effetto negativo sui dati pro-forma dei primi nove mesi 2016 relativi a margine di intermediazione e risultato di gestione pari rispettivamente a 1.860 milioni e 948 milioni.

Visti questi effetti legati allo sfasamento temporale, l‘insuccesso anche solo parziale dell‘aumento, in assenza di altre misure, avrebbe significativi impatti negativi sulla situazione economica, patrimoniale e finanziaria del gruppo stesso “fino a compromettere la sussistenza dei presupposti per la continuità aziendale”.

Il documento precisa, infine, che anche in caso di integrale implementazione del piano strategico e del raggiungimento degli obiettivi di piano, alla data del documento di registrazione sussiste il rischio che al termine del periodo del piano l‘emittente presenti coefficienti patrimoniali non in linea con quelli registrati dai principali competitor nel medesimo periodo.

Nel documento di registrazione inoltre si rende noto come, nell‘ambito del processo Srep 2016, la Bce abbia evidenziato una serie di aree di debolezza: tra questi il rischio di credito e, in particolare, l‘elevato livello di esposizioni deteriorate; il rischio di liquidità; il rischio connesso all’operatività in Russia e Turchia; il persistere di un livello di profittabilità debole, per citarne alcuni.

La Bce ha inoltre richiesto la presentazione, entro il prossimo 28 febbraio, di una strategia in materia di crediti deteriorati, supportata da un piano operativo.

Il documento di registrazione rende noto che attualmente Unicredit è soggetta a quattro accertamenti ispettivi da parte della Bce ed è in attesa di ricevere gli esiti di una verifica ispettiva posta in essere dalla Bce relativa al ‘market risk’.

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