January 26, 2017 / 8:26 AM / a year ago

Btp, tasso 10 anni sale sino a 2,28%, pesano post-Consulta e aste

MILANO (Reuters) - La debolezza del secondario italiano si acuisce a ridosso della chiusura. In un contesto di generalizzata debolezza del comparto che ha colpito anche Francia e Portogallo, l‘Italia è maggiormente penalizzata per via degli scenari innescati dalla decisione della Corte costituzionale sull‘Italicum e delle imminenti aste.

** In seduta, il rendimento del decennale di riferimento italiano è arrivato a rendere fino a 2,284%, risultando maggiormente penalizzato rispetto agli altri titolo della curva italiana . Rispetto alla chiusura di ieri infatti il differenziale 2-10 anni si è marcatamente irripidito, mentre al contrario un appiattimento è visibile sul tratto 10-30.

** Secondo un trader italiano, la decisione della Consulta comunicata ieri rappresenta una sorta di pretesto perché il mercato venda, in un contesto in cui l‘Italia zoppica dietro a Germania e anche Spagna. A pesare sono anche le aste, con un ammontare del 5 anni superiore alle attese, e soprattutto l‘importo del nuovo decennale, per fare spazio al quale è plausibile che gli investitori abbiano iniziato a vendere l‘attuale benchmark.

** Ieri il Tesoro ha comunicato che in occasione del collocamento di lunedi prossimo 30 gennaio metterà a disposizione degli investitori tra 7,5 e 9 miliardi di euro in Btp a 5 e 10, e Ccteu. Nel dettaglio verranno offerti: 3,5-4,0 miliardi del nuovo decennale 1 giugno 2027 (cedola 2,20% dall‘1,25% del 1 dicembre 2026); 2,25-2,75 miliardi del Btp 5 anni novembre 2021; 5-2,25 miliardi del del Ccteu febbraio 2024.

** Con la Spagna lo spread ha toccato i 70 punti base, nuovo massimo dall‘inizio del 2012, e in chiusura quota 68 punti base. Con la Germania lo spread si è spinto fino a 179 punti base, livello che non toccava dal 30 novembre scorso, nonostante il cambio di benchmark tedesco con un titolo di maggior rendimento.

** Tassi in rialzo anche per gli altri periferici, in particolare il Portogallo, con il decennale che è arrivato a rendere 4,195% da 3,998% della chiusura di ieri. Attorno alla chiusra il tasso ripiega tuttavia a 4,143%.

** A pesare sul debito della zona euro in generale, concorrerebbero le attese delle politiche Usa. “Il tema è la crescita e il mercato sta iniziando a credere che Trump farà realmente quello che ha promesso in campagna elettorale, quindi c‘è uno spostamento dall‘obbligazionario all‘azionario” dice Rene Albrecht, analista di DzBank. “Ma sarei comunque cauto perché gli acquisti (della Bce) sono ancora in azione per il 2017, quindi questo potrebbe essere un movimento di breve durata”.

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