11 gennaio 2017 / 16:31 / 9 mesi fa

Banche, Abi/Cerved meno ottimiste su stime andamento futuro default

ROMA (Reuters) - Rallenta, ma continua a crescere il numero dei prestiti alle imprese che va in sofferenza tanto che il tasso rimane ancora su livelli doppi rispetto ai livelli pre crisi, con picchi nelle costruzioni e nelle microimprese nel Sud.

Lo scrive il rapporto Abi/Cerved sulle nuove sofferenze bancarie dell‘imprese in cui, fra le altre indicazioni, vengono riviste al ribasso, le stime fatte in primavera per il prossimo biennio.

In “base a questo scenario, [Pil a 0,9% nel 2017 e all‘1,2% l‘anno successivo] il tasso di ingresso in sofferenza per le società non finanziarie dovrebbe ridursi dal 3,6% (fine 2016) al 3% nel 2017, per poi diminuire ulteriormente al 2,5% nel 2018. Il ritorno verso i valori pre-crisi è quindi più lento di quanto previsto lo scorso aprile, quando le attese di ripresa dell’economia erano più ottimistiche”.

I crediti in deterioramento nel 2016 peraltro rimangono secondo i calcoli di Abi/Cerved ancora a livelli doppi rispetto al momento ante crisi: “Il tasso di ingresso in sofferenza è più che doppio rispetto a quello di fine 2008, sia se si calcola sul numero di prestiti (3,8% contro 1,7%) sia se si calcola sugli importi (3,9% contro 1,5%)”.

Dopo il deciso calo dei tassi di default delle società non finanziarie nel 2015 nel Mezzogiorno e, in misura minore, nel Nord Ovest, nel 2016 gli indici “sono stimati in calo in tutta la Penisola, con la sola eccezione proprio del Sud e delle Isole”.

Le previsioni indicano il Sud come “l’area più rischiosa, con un tasso di ingresso nel 2016 previsto al 5,2%. Segue il Centro, in cui i tassi si riducono dal 4,3% al 4,1% tra 2015 e 2016. Il calo è più marcato nel Nord Ovest (da 3,2% a 2,9%) e soprattutto nel Nord Est (dal 3% al 2,6%), l’area meno rischiosa del Paese”.

Nelle costruzioni il tasso di ingresso in sofferenza nel 2016 è stato del 5,7%, triplo rispetto al livello pre crisi. Nell‘industria si è attestato, nell‘anno appena chiuso, al 2,8% in calo di tre decimi rispetto al 2015. Nei servizi è calato al 3,3% rispetto al 3,5% del 2015.

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