January 11, 2017 / 8:24 AM / in a year

Borse Asia-Pacifico in rialzo, recuperano perdite post elezione Trump

(Reuters) - I mercati azionari dell’area Asia-Pacifico hanno toccato i picchi massimi da due mesi a questa parte, mentre gli investitori attendono l’annunciata conferenza stampa del presidente eletto degli Usa, Donald Trump, per avere indicazioni sulle sue politiche per quanto riguarda tasse, spesa fiscale, commercio internazionale e monete.

Un investitore in un'agenzia di brokeraggio a Shanghai. REUTERS/Aly Song

L’indice regionale MSCI, che non comprende Tokyo, alle 8,55 circa segna +0,5%. La borsa giapponese ha chiuso in rialzo dello 0,3%, dopo essere stata in calo per tre sedute.

In pratica, l’indice è tornato sui livelli che aveva prima dell’elezione di Trump, lo scorso 8 novembre, recuperando così di oltre il 5% in due mesi circa.

“C’è l’attesa che i tagli alle tasse e la spesa infrastrutturale di Trump rilanci l’economia Usa, sostenendo i mercati”, dice Masahiro Ichikawa, senior strategist di Sumitomo Mitsui Asset Management.

“D’altra parte, se (Trump) assume una linea dura sulla Cina, in linea coi suoi impegni di campagna elettorale, allora la Cina probabilmente prenderà contro-misure, aumentando i timori di tensioni tra Usa e Cina”.

Trump ha annunciato che intende accusare ufficialmente Pechino di manipolazione della moneta già dal suo ingresso alla Casa Bianca, il 20 gennaio, e minaccia di imporre forti dazi sull’import cinese.

Lo speaker della Camera dei deputati Usa Paul Ryan e i principali esponenti del team di transizione di Trump stanno discutendo di un controverso piano per tassare le importazioni. Gli economisti avvertono però che le misure protezionistiche potrebbero danneggiare il commercio internazionale e la crescita globale.

Il peso messicano, che dopo le minacce di Trump sull’immigrazione, le importazioni e la delocalizzazione (in particolare delle industrie automobilistiche) è divenuto una sorta di cartina al tornasole del sentiment del mercato sul tema, ha toccato ieri un nuovo minimo. La moneta ha perso il 16% del suo valore, da quando Trump è stato eletto.

Tornando alle borse asiatiche, a tirare l’indice MSCI è in particolare SEUL, che ha segnato +1,5%, toccando i massimi da un anno e mezzo grazie a Samsung, la principale società asiatica per capitalizzazione.

SYDNEY ha chiuso in leggero rialzo, grazie al rally dei titoli legati ai materiali da estrazione, che hanno beneficiato di una risalita dei prezzi, in particolare quelli del ferro grezzo.

TAIWAN ha chiuso praticamente piatta, soprattutto a causa delle prese di profitto, mentre prevale la cautela sull’andamento dei mercati internazionali e si attendono i risultati di Tsmc, il principale produttore mondiale di chip per conto terzi.

SINGAPORE è piatta, dopo quattro sedute positive di seguito.

SHANGHAI cala per la seconda giornata di seguito, sotto pressione per un discreto numero di Ipo approvate dalle autorità cinesi, e anche a causa delle prese di profitto, dopo i guadagni sui titoli statali legati alle speranza di una riforma che consentirebbe la proprietà mista.

HONG KONG guadagna quasi lo 0,8%, in linea con le borse della regione. Prada in rialzo del 3,75%.

MUMBAI in rialzo, tocca il massimo da due mesi.

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