2 gennaio 2017 / 17:46 / in un anno

Good bank, fonti: slitta vendita a Ubi, senza nuove offerte si va a settimana prossima

MILANO (Reuters) - La vendita delle tre good bank a Ubi Banca, attesa per la fine dell‘anno appena trascorso, slitta ancora e potrebbe concludersi non prima della prossima settimana.

Tre fonti vicine alla vicenda spiegano infatti che la Banca d‘Italia, tramite il Fondo di Risoluzione e d‘intesa con la DG Comp della Commissione Ue, ha deciso di sondare i soggetti che la scorsa estate avevano avanzato offerte vincolanti per le quattro banche ponte e che erano state respinte.

“Si tratta di un passaggio procedurale necessario legato a questioni legali, e chiesto da Bruxelles, per assicurare un corretto processo competitivo visto anche che l‘offerta di Ubi sarebbe peggiorativa rispetto alle vecchie proposte”, spiega una delle fonti.

Il nuovo giro di consultazioni, che dovrebbe estendersi per tutta la settimana in corso, serve a chiarire eventuali rinnovati interessi per le quattro banche, di cui tre (Nuova Banca Etruria, Nuova Banca Marche e Nuova CariChieti) oggetto di una proposta da parte di Ubi il cui schema di acquisto è stato già delineato e ha già ricevuto un prima via libera informale da parte della Bce a fine novembre scorso.

Se dovessero emergere interessi a questo punto si aprirebbe una nuova finestra temporale per compiere la due diligence e formalizzare le nuove proposte.

Nessun commento da parte della Commissione Ue.

Per le quattro good bank la scorsa estate erano arrivate tre offerte di cui due, secondo alcune fonti, erano giunte dai fondi Apollo e Lone Star. Anche Bper, in passato, aveva mostrato un interesse soprattutto per CariFe anche se il dossier non è mai decollato, mentre Pop Bari si era avvicinata a Carichieti.

“Se non ci sono risposte si può chiudere con Ubi in tempi relativamente rapidi. Grossi ostacoli non ce ne sono”, dice la prima fonte.

Per la seconda fonte “sembra scontata l‘operazione con Ubi e a giorni si potrebbe chiudere l‘accordo”.

D‘altra parte l‘allungamento dei tempi per sondare l‘eventuale interesse di investitori rappresenta anche una procedura che tutelerebbe la stessa Ubi da eventuali problemi legali.

Ubi ha subordinato l‘acquisto di tre delle quattro banche salvate a fine 2015 a una serie di condizioni, tra le quali il deconsolidamento degli Npl, la possibilità di compensare le perdite con gli utili futuri, il riconoscimento del badwill e l‘utilizzo dei propri modelli interni per gli Rwa di tre istituti.

Il fondo Atlante ha presentato un‘offerta per due terzi dei 3,7 miliardi di crediti problematici delle tre banche, secondo quanto riferito nei giorni scorsi da alcune fonti. Il fondo presieduto da Alessandro Penati alla luce della nuova tempistica potrebbe tuttavia attendere qualche altro giorno prima di formalizzare l‘offerta, sostiene una delle fonti.

E’ atteso inoltre l‘intervento del Fondo di Risoluzione a monte della vendita con una ricapitalizzazione che, secondo una fonte, ammonterebbe a 500 milioni per ripristinare i coefficienti patrimoniali degli istituti da cedere.

Una volta soddisfatte tutte le condizioni, Ubi dovrebbe procedere a un aumento di capitale di 350-400 milioni per mantenere i suoi livelli patrimoniali dopo l‘acquisizione.

(Andrea Mandalà)

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