30 dicembre 2016 / 13:34 / un anno fa

Cina, meno vincoli su investimenti esteri in settore finanziario

PECHINO (Reuters) - La Cina ha svelato i piani per incrementare gli investimenti esteri nel settore bancario, nelle assicurazioni, nelle società di intermediazione e di rating.

La mossa è mirata a rispondere alla frustrazione delle imprese estere che vorrebbero accedere ad un mercato che, viceversa, resta chiuso.

D‘altro canto, le linee guida pubblicate dalla commissione per lo sviluppo nazionale e le riforme (Ndrc) sono carenti di dettagli.

     Il documento elenca i settori che in primis saranno oggetto di liberalizzazioni, ma è poco chiaro sulla portata e sui tempi delle riforme.

Il focus è puntato sul settore finanziario, che dovrebbe

sostenere la virata strategica dell‘economia cinese, spostando il peso sui servizi per ridurre la dipendenza dalle industrie tradizionali.

Ning Jizhe, vice presidente della Ndrc, nel corso di una conferenza stampa, ha spiegato che il governo manterrà “alcuni controlli” pur facilitando gli investimenti esteri, ma non ha fornito spiegazioni dettagliate. “La portata delle liberalizzazioni sarà diversa da settore a settore”, ha argomentato il funzionario.

    L‘elenco comprende anche il settore manifatturiero, in particolare trasporto ferroviario, industria motociclistica, produzione di olii e di grassi commestibili, etanolo per autotrasporto.

Inoltre, verranno eliminate le restrizioni agli investimenti esteri nella produzione non convenzionale di greggio e gas, una definizione che, di solito, indica lo sviluppo di giacimenti di gas scisti.

Pechino aprirà in “modo ordinato” settori sensibili, come telecomunicazioni, istruzione e internet. Porte aperte ai capitali esteri anche nelle società che assegnano rating sul credito.

L‘obiettivo delle riforme è correggere lo squilibrio nei flussi di investimento, dato che l‘uscita di capitali ha contribuito al deprezzamento dello yuan, sceso ai minimi da otto anni e mezzo nei confronti del dollaro.

Stanchi di attendere che le promesse di maggiore apertura si concretizzazzero, diversi investitori esteri, costretti a limitare le partecipazioni al 49% del capitale, hanno cominciato a fare passi indietro.

Ad inizio mese Pechino ha publicato le linee guida sugli investimenti esteri, confermando la sostanza delle limitazioni riguardanti il settore bancario e di intermediazione, ma il tetto della partecipazione al 49% su alcune specifiche tipologie di società finanziarie è stato cancellato.

STRETTA SULLE ASSICURAZIONI

Nel caso specifico delle compagnie assicurative, il regolatore del settore ha preannunciato una stretta sulle strutture proprietarie per ridurre i rischi derivanti da investimenti azionari eccessivamente aggressivi.

Secondo l‘autorità, in alcuni casi si corre il rischio che la compagnia agisca a beneficio dell‘azionista principale piuttosto che degli assicurati. La risposta è l‘abbassamento al 33% dall‘attuale 51% della soglia massima di capitale di una compagnia che un singolo azionista può avere in mano.

Secondo un consulente che lavora con regolatori e compagnie, che preferisce restare anonimo, è improbabile che le nuove regole danneggino le joint venture che coinvolgono compagnie estere, che possono avere fino al 50% del capitale.

Al momento, peraltro, il regolatore non ha annunciato quando le nuove norme entreranno in vigore.

Sul sito www.reuters.it altre notizie Reuters in italiano. Le top news anche su www.twitter.com/reuters_italia

0 : 0
  • narrow-browser-and-phone
  • medium-browser-and-portrait-tablet
  • landscape-tablet
  • medium-wide-browser
  • wide-browser-and-larger
  • medium-browser-and-landscape-tablet
  • medium-wide-browser-and-larger
  • above-phone
  • portrait-tablet-and-above
  • above-portrait-tablet
  • landscape-tablet-and-above
  • landscape-tablet-and-medium-wide-browser
  • portrait-tablet-and-below
  • landscape-tablet-and-below