14 dicembre 2016 / 11:33 / 10 mesi fa

Mps può riaprire domani swap sui bond, oggi cda decide, Consob valuta

MILANO/ROMA (Reuters) - Il futuro dell‘operazione di mercato con cui Banca Mps sta cercando di evitare un salvataggio pubblico si gioca in poche ore e su due tavoli.

A Monte Paschi Banque bank branch, part of the Italian Groupe Montepaschi, is seen in Paris, France, March 9, 2016. REUTERS/Mal Langsdon - RTS9ZVN

A Siena è iniziata da poco la riunione del consiglio di amministrazione per decidere come e quando proseguire con il tentativo di raccogliere sul mercato 5 miliardi entro fine anno per coprire le perdite che genererà la contestuale cessione di 27,7 miliardi di sofferenze lorde, come chiesto da Bce che ha negato proroghe.

A Roma, da ieri mattina sui tavoli della Consob, è sotto esame la richiesta della banca senese di una riapertura dell‘offerta al retail che ha 2 miliardi di titoli subordinati da trasformare in azioni.

Se, tra stasera e domani mattina, arrivasse un disco verde della Commissione, che deve verificare se la nuova proposta rispetta i paletti della Mifid, la banca potrebbe riaprire l‘offerta di conversione dei bond junior per il retail già da domani pomeriggio, hanno detto due fonti vicine alla situazione.

L‘operazione, dicono le fonti, andrebbe avanti fino al termine della prossima settimana e, sempre la settimana prossima, dovrebbe aprirsi il private placement per gli istituzionali delle azioni in aumento di capitale.

Alle 15,30 il titolo quota in calo del 2,05% a 20,06 euro.

“La documentazione aggiornata è arrivata ieri mattina. Gliuffici la stanno valutando”, ha detto una fonte dellaCommissione senza specificare quando la Commissione potràpronunciarsi. In realtà è verosimile che i tempi che si prenderà l‘autorità di controllo sulle società quotate siano molto brevi, sia considerando l‘urgenza con cui deve muoversi il Monte, sia vedendo la celerità con cui aveva già approvato il documento di offerta precedente.

La banca aveva già aperto l‘offerta per proporre la trasformazione volontaria di oltre 4 miliardi di sue obbligazioni subordinate in azioni, per colmare parte del fabbisogno da 5 miliardi.

Forse confidando in una risposta più entusiasta degli investitori professionali e certamente per seguire una modalità particolarmente restrittiva della legge sulla tutela degli investitori (Mifid), la banca nella sua offerta aveva volutamente tenuto fuori quei bondholder privati che hanno un profilo di investitore non adeguato al rischio di avere azioni, “al fine di gestire in maniera rafforzata il conflitto di interessi legato al doppio ruolo di intermediario e offerente/emittente”.

Contestualmente all‘offerta di conversione, la banca intende lanciare un collocamento privato di nuove azioni che, secondo le speranze di Siena, dovrebbe vedere la partecipazione del fondo del Qatar per almeno un miliardo e coprire il resto tra altri investitori. La banca ha finora raccolto impegni a convertire obbligazioni per un miliardo dai titolari istituzionali dei suoi bond subordinati.

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