13 dicembre 2016 / 15:29 / in un anno

Mediaset strappa in Borsa, mercato fiuta Opa e attende contromosse Fininvest

MILANO (Reuters) - Come il mercato si aspettava, dopo l‘annuncio di ieri Vivendi ha subito innalzato la quota in Mediaset, superando oggi il 10% e toccando il 12,32%.

L'AD di Mediaset, Pier Silvio Berlusconi. REUTERS/Stefano Rellandini

La nota Vivendi non spiega come la quota sia stata messa assieme, sembra improbabile che gli acquisti di oggi siano avvenuti tutti sul mercato, dove peraltro è passato di mano quasi il 12% del capitale Mediaset.

Nel frattempo Fininvest ha presentato alla Procura di Milano e per conoscenza alla Consob una denuncia per manipolazione di mercato nei confronti di Vivendi dopo che ieri la società francese aveva annunciato di detenere il 3% di Mediaset e di essere intenzionata a raggiungere una quota fino al 20%.

La Borsa aveva sin da stamane fiutato odore di Opa su Mediaset e si è lanciata in diversi scenari che includono anche un‘azione difensiva da parte di Fininvest con conseguente aumento del controllo, oggi al 34,7%. Di fatto il titolo è tornato sui livelli di fine luglio, quando Vivendi annunciò lo stop all‘acquisizione della pay tv del Biscione Premium e l‘inizio del contenzioso legale fra i due gruppi.

Da Parigi una fonte vicina al dossier aveva detto che Vivendi al momento non sta pensando a un‘Opa non concordata sul Biscione e che l‘obiettivo è quello di fare pressione per fare ritornare al tavolo delle trattative la famiglia Berlusconi.

Quanto alle spiegazioni date dagli analisti alla mossa, prima dell‘annuncio della salita a 12%, Mediobanca Securities definiva quella di ieri una mossa “grossa e aggressiva che conferma che Vivendi ha un interesse per tutta Mediaset e non solo per il business della pay tv. Un gruppo come Mediaset, leader nella tv commerciale in Italia e Spagna, è un punto di riferimento per chiunque voglia avviare una piattaforma media con un forte focus sul Sud Europa”.

Banca Akros sottolineava che “Vivendi può permettersi un‘offerta sul capitale di Mediaset che avrebbe un costo, con un premio del 20% sul prezzo attuale per il 65% delle azioni non in mano a Fininvest, di poco sotto 2,5 miliardi di euro, che è in linea con la capacità di cassa netta disponibile alla fine di questo anno finanziario”.

Gli analisti insomma non credono che Bollorè voglia diventare solo un socio industriale, “questo step è importante nell‘ambito di un disegno più ampio come il lancio di un‘0pa”, dice uno di loro.

Secondo Equita, la strategia di Vivendi potrebbe avere riflessi anche su Telecom Italia (TLIT.MI), di cui controlla il 24% circa. Lo studio ipotizza una fusione di quest‘ultima proprio con Mediaset con Vivendi che controllerebbe il 25% circa della nuova entità, ma “sarebbe necessario il consenso di Fininvest che controllerebbe circa il 10% della nuova Telecom Italia”.

Ieri sera Mediaset ha denunciato la mossa come un tentativo ostile di scalata facilitato dal deprezzamento del titolo causato proprio dalla marcia indietro dei francesi sull‘acquisizione di Premium; il Biscione ha quindi dichiarato di voler proseguire nel contenzioso in atto, in attesa dell‘udienza in Tribunale il prossimo marzo.

Mediaset ha inoltre deciso di avvalersi del contributo di Intesa e Unicredit.

Fininvest ha sottolineato che “non intende arretrare neppure di un passo dalla sua posizione di azionista di riferimento di Mediaset” e “si tutelerà in tutte le sedi e con tutti i mezzi”.

Dichiarazioni che fanno pensare a una mossa difensiva di Fininvest che potrebbe acquistare altre azioni. Certo le pagherebbe a un prezzo più alto rispetto a ieri, ma si troverebbe comunque con un titolo che vale di più. Sempre Mediobanca Securities dice che “Fininvest potrebbe aumentare di poco la quota o accelerare il dossier Premium con un potenziale accordo con parti terze. In tutti i casi, per i toni che si stanno vedendo, sembra difficile pensare a un lieto fine”.

Peraltro, sul fronte Vivendi, gli analisti non escludevano che i francesi avessero già rastrellato altre azioni, magari comprando opzioni (sulla stregua di quanto ha fatto l‘imprenditore Niel in Telecom Italia, con una partecipazione potenziale fino al 20% del capitale), altrimenti non si spiegherebbe come mai abbiano annunciato l‘obiettivo di arrivare al 15%, sapendo che, nel frattempo, le azioni Mediaset si sarebbero apprezzate e, quindi, con la prospettiva di sborsare di più.

Infine, per quanto riguarda l‘andamento del titolo in Borsa, secondo una fonte della Consob non sembrano esserci asimmetrie informative e il rialzo risulta coerente rispetto al quadro di notizie di pubblico dominio.

(Giancarlo Navach)

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