5 dicembre 2016 / 10:02 / un anno fa

Italia, Dbrs: risultato referendum negativo per merito credito

MILANO (Reuters) - La vittoria del ‘No’ nel referendum costituzionale di ieri e le dimissioni del presidente del Consiglio Matteo Renzi sono “certamente” negative per il merito di credito sovrano dell‘Italia.

Lo dice a Reuters è il co-responsabile rating sovrani di Dbrs Fergus McCormick.

Dbrs ha attualmente sotto osservazione per un possibile taglio il rating sovrano A(low) dell‘Italia. Un downgrade porterebbe il rating del Paese in area BBB per tutte le agenzie seguite della Bce, con conseguente aumento dei costi per gli istituti di credito italiani nelle operazioni di rifinanziamento in banca centrale.

“Ci aspettiamo meno stabilità di governo e maggiore incertezza politica nel breve termine... e questo potrebbe avere un impatto per l‘appetito degli investitori sui titoli delle banche in questo periodo di imminenti ristrutturazioni e ricapitalizzazioni”, afferma McCormick.

MONTEPASCHI

L‘analista aggiunge che l‘esito della ricapitalizzazione di Mps sarà di primaria importanza per il rating italiano e che la crescita economica già preoccupantemente bassa del paese potrebbe subire un ulteriore impatto dalla situazione di instabilità politica.

“Le regole dicono che se l‘aumento di capitale non può essere fatto, allora ci dovrà essere qualche forma di bail-in. Il problema è che una parte enorme di Mps è detenuta da risparmiatori italiani, quindi ci sarebbe un incremento del debito per molte famiglie, che peserebbe ulteriormente sulla bassa crescita del Paese” prosegue McCormick.

BASSA CRESCITA

Dbrs aveva già in precedenza definito la bassa crescita come la preoccupazione principale sull‘Italia e McCormick torna a osservare che “anche con bassi prezzi del petrolio, anche con la liquidità dal Qe della Bce e anche con un rilassamento dell‘austerità fiscale e il deprezzamento della valuta, la crescita del Pil italiano è rimasta ben al di sotto della media della zona euro”.

“Troviamo ciò davvero molto, molto preoccupante. Ora con questi ultimi sviluppi non ci aspettiamo un rafforzamento della crescita del Pil. Non c‘è ragione perché migliori rispetto ai livelli attuali” afferma l‘analista, aggiungendo che anche quesito è un fattore negativo per il merito di credito del Paese.

Il processo di revisione del rating italiano da parte di Dbrs si concluderà al più tardi entro il 3 febbraio, ma McCormick non ha voluto dare indicazioni più precise sui tempi di un‘eventuale azione.

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