22 novembre 2016 / 15:47 / in un anno

Banche zona euro, Bce: bad bank aiuterebbero soluzione crediti deteriorati

FRANCOFORTE (Reuters) - La Banca centrale europea è del parere che ‘bad bank’ statali dei Paesi della zona euro potrebbero acquistare una porzione della montagna da 1.000 miliardi di euro di crediti deteriorati che ostacolano il flusso dei finaziamenti, nonché la stessa attività economica in alcune regioni dell‘Unione.

L‘istituto centrale di Francoforte, che esercita la propria supervisione diretta sulle prime 127 banche della zona euro, sta da tempo cercando il modo di favorire il decumulo dei crediti non-performing, indicando obiettivi di riduzione nei casi più gravi - come quello di Mps - o cercando di fornire modelli di ‘best practice’ da proporre ad altri istituti.

Il mercato dei cosiddetti Npl fatica però a svilupparsi, principalmente in ragione del ‘gap’ tra il prezzo cui le banche possono permettersi di vendere e quello che gli acquirenti come i fondi di private equity sono disposti a pagare. Chi volesse acquistare deve infatti tener conto di tempi e costi del recupero dei crediti deteriorati, in particolar modo nei Paesi dove il sistema giuridico ha tempi lunghi come Italia e Grecia, e insieme a una difficile valutazione del collaterale.

La creazione di società di asset-management (Amc) - bad bank sul modello di quelle spagnola e irlandese durante la crisi finanziaria del 2008-2012 - in grado di rilevare una porzione di Npl potrebbe secondo la Bce alleviare la pressione sulle singole banche e far partire il mercato.

“Molti degli ostacoli alla creazione di un mercato degli Npl... potrebbero essere allentati con la messa a punto di una Amc ben progettata”, scrive la Bce in una ‘feature’ del documento ‘Financial Stability Review’.

“Motivo ulteriore per il varo di una Amc è la possibilità che funga da serbatoio, in grado di assorbire l‘eccesso di Npl mentre si fa fronte alla soluzione del problema dei crediti deteriorati”, aggiunge.

Il tono del documento è molto simile ai commenti di Mario Draghi l‘estate scorsa, mentre Roma cercava di negoziare con la Commissione Ue una soluzione per Mps, che non sembrano finora aver trovato ascolto.

Secondo la Bce simili bad bank non violerebbero la normativa Ue sugli aiuti di Stato nella misura in cui rilevassero gli Npl a un “valore economico di lungo termine” stabilito dalle singole autorità nazionali con l‘approvazione della Commissione.

Una tale forma di società veicolo potrebbe inoltre venire usata per iniettare capitale, quando uno scenario avverso causasse necessità patrimoniali.

Agli investitori privati toccherebbe comunque pagare il costo più alto delle “perdite previste”, vale a dire la differenza tra il valore dei crediti come iscritti a bilancio della banca e il prezzo effettivo di cessione.

Le bad bank funzionerebbero meglio, conclude la Bce, in caso di crediti poco frammentati e di facile valutazione - come i mutui - mentre più complicato sarebbe nel caso di crediti corporate, tipicamente eterogenei e di dimensione più piccola.

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