15 novembre 2016 / 07:47 / in un anno

Mps, subordinato settembre 2020 riduce rialzo in seduta post offerta

MILANO (Reuters) - Si riduce il rialzo, dopo un avvio assai positivo, del bond subordinato settembre 2020, cedola 5,6%, di Mps, uno degli 11 titoli della banca coinvolti nell‘offerta volontaria di acquisto annunciata nella notte dalla banca.

Il quartier generale del Monte dei Paschi a Siena. REUTERS/Stefano Rellandini/File Photo

Alle ore 15,50 il titolo avanza di 2,3 punti al prezzo di 75,05, con rendimento in discesa a 14,57%.

In avvio di seduta il titolo è salito fino a un massimo di prezzo di 80,95, per un rendimento del 12,12%.

Un trader del reddito fisso spiega l’“afflosciamento” dei titoli soprattutto con le vendite da parte dei retail, spaventati dalla prospettiva di una conversione forzata nel caso in cui l‘operazione non vada a buon fine.

“C‘è di mezzo la paura del referendum, con il suo probabile effetto negativo su tutto il mercato italiano; per evitare una possibile conversione forzata -- di cui non si sanno i termini ma probabilmente peggiorativa rispetto ai livelli attuali -- il retail preferisce vendere subito”, afferma il trader.

Il bond settembre 2020, in base all‘offerta presentata, verrà riacquistato al prezzo di 100. L‘offerta prevede che i proventi del riacquisto delle obbligazioni vengano obbligatoriamente reinvestiti in azioni di nuova emissione della banca.

I premi offerti sugli 11 titoli rispetto alle quotazioni di venerdì oscillano tra il 23 e il 36% circa (eccezion fatta per uno dei Tier1, per cui il premio è del 3,6%). “I premi concessi nel piano di conversione sono certamente interessanti” commenta Claudia Segre, presidente di Global Thinking Foundation. “E’ una conversione volontaria sulla quale JP Morgan e Mediobanca si giocano il tutto per tutto, sperando che l’adesione sia sostenuta e che faccia da buon viatico all’aumento di capitale che sarà avviato il 6 dicembre, quindi due giorni dopo l’esito referendario”.

ADESIONE

Come spiega un investitore istituzionale, che aderirà alla conversione, i termini e i prezzi dell‘offerta sono in linea con le aspettative.

“Penso che alla fine gli investitori aderiranno, è piuttosto importante che la cosa riesca” afferma. “Il punto è che se non si aderisce e l‘intera operazione fallisce, allora anche l‘investitore si troverà in una brutta situazione, anche se ci sono diverse cose che si devono verificare insieme”.

Secondo un gestore “per i bondholder c`è quindi il tradeoff fra aderire e assumersi il rischio equity e non aderire con il rischio che il complesso della ricapitalizzazione non vada a buon fine e ci sia il bail-in”.

In una nota di questa mattina l‘analista di Icbpi Luca Comi conferma che l‘offerta è coerente con quanto già emerso negli ultimi giorni.

“Con l‘operazione (...) la banca cercherà di favorire la più ampia adesione all‘aumento di capitale, in modo da coinvolgere anche i possessori delle obbligazioni, specie se rientranti nella categoria diversa dagli investitori qualificati” afferma Comi. “Essendo su base volontaria resta soggetta a numerose incertezze, in parte legate all‘andamento dei mercati”.

(Giulio Piovaccari, Maria Pia Quaglia)

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