4 novembre 2016 / 19:07 / in un anno

Mps, fonti: Qia possibile anchor, su mercato non oltre 2 mld per successo operazione

MILANO (Reuters) - Nel difficile tentativo di comporre il puzzle del salvataggio Mps si profila il possibile intervento come anchor investor del fondo sovrano del Qatar, Qia.

Lo dicono due fonti vicine alla situazione, sottolineando che un impegno non è stato ancora preso. “In Qatar è andata bene ma non c‘è firma, non c‘è alcun preagreement” dice una delle fonti, riferendosi alla tappa nel Golfo del road show che il Ceo Marco Morelli e le banche adviser hanno avviato in settimana. La seconda fonte parla di “interesse di Qia a diventare anchor investor, ma una decisione finale verrà presa nelle prossime due settimane”.

Qia e Mps non hanno commentato.

L‘operazione, studiata con JP Morgan e Mediobanca, prevede una serie di misure imprescindibili l‘una dall‘altra: aumento di capitale, intervento di anchor investor e conversione del debito, per una raccolta totale di fondi per 5 miliardi.

Sono però molteplici le condizioni perchè il disegno vada in porto. Una di queste, forse la più delicata, è che l‘aumento di capitale destinato al mercato sia contenuto a 2 miliardi e che, quindi, da anchor investor e conversione volontaria del debito si raccolgano 3 miliardi.

“Se l‘aumento di capitale [per il mercato] supera i 2 miliardi non decolla. Se resta entro i 2 miliardi ci sono investitori, soprattutto statunitensi, disposti a chiudere la parte di aumento eventualmente non sottoscritta dal mercato”, dice una delle fonti.

Il debito senior di Mps è stato venduto ieri sul mercato dopo che, nella trimestrale, la banca non ha escluso la possibilità di proporre la conversione volontaria anche per questo tipo di debito.

Resta poi sempre al centro dell‘attenzione l‘incognita referendum, che dovrebbe tenersi alla vigilia del lancio dell‘aumento, visto da Morelli nei primi sette-otto giorni di dicembre. L‘aumento, all‘odg dell‘assemblea del 24 novembre, dovrebbe essere preceduto dalla conversione del debito.

Puntare denaro su una banca italiana a cavallo di una scadenza politica tanto delicata comporta degli ovvi rischi.

Secondo una delle fonti, le preoccupazioni degli investitori sul referendum riguardano soprattutto il ruolo di Renzi nel post voto e la governabilità del paese.

Anche per questo alcune fonti parlano di reazione tiepida al road show.

“Il road show non è una passeggiata, ma è sbagliato dire che gli investitori hanno voltato le spalle al Monte”, dice la seconda fonte riferendosi a un articolo de La Stampa di oggi, indicato dai broker fra le cause della caduta del 9% del titolo.

Secondo l‘articolo, ci sarebbero state oltre 200 risposte negative degli investitori alla presentazione del piano. Scenario che altre due fonti vicine a banca e adviser giudicano troppo negativo. “Anzi, per piano, management e pulizia di portafoglio il feedback è stato molto positivo”, dice una delle fonti.

Negativo invece un gestore di New York che parla di valutazione alta rispetto a banche in maggiore salute. “Gli investitori non sembrano credere al piano che ha dei target molto ambiziosi, mentre la raccolta di capitale richiede un incredibile equilibrio tra le varie componenti” osserva.

“Stiamo facendo il possibile per il salvataggio della banca ma non c‘è certezza di successo”, conclude la seconda fonte, escludendo comunque un salvataggio pubblico.

(Paola Arosio, Pamela Barbaglia)

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