7 gennaio 2016 / 14:31 / tra 2 anni

Dollaro debole su timori Cina, calo greggio, yen ed euro in rialzo

NEW YORK (Reuters) - Il dollaro resta debole nei confronti delle principali controparti dopo la pubblicazione dei numeri settimanali sui sussidi alla disoccupazione negli Stati Uniti, mentre prosegue l‘ondata di avversione al rischio innescata stamane dalla svalutazione dello yuan da parte della banca centrale cinese.

** Intorno alle 14,40 l‘indice del biglietto verde, che ne misura l‘andamento nei confronti delle valute principali, cede lo 0,5% a 98,703.

** Le richieste di sussidi alla disoccupazione negli Stati Uniti sono scese la settimana scorsa rispetto a quelle rilevate in quella precedente, ma sono risultate leggermente superiori alle attese.

** Dai verbali dell‘ultimo meeting di politica monetaria di Federal Reserve è emersa la preoccupazione di alcuni esponenti rispetto al rischio di una permanenza dell‘inflazione a livelli pericolosamente bassi, cosa che potrebbe indurre l‘istituto centrale a limitare il numero di strette rialziste sui tassi quest‘anno. Tale interpretazione spinge al rialzo l‘euro, che gudagna lo 0,7% sul dollaro a 1,0857.

** Il calo dei prezzi del Brent ai minimi da 12 anni, con l‘eccesso di produzione che rischia di ampliarsi per effetto del rallentamento dell‘economia cinese, limita la possibilità di pressioni inflattive.

** La banca centrale cinese ha fissato un midpoint ufficiale dello yuan più basso dello 0,5% rispetto a quello di mercoledì. Si tratta della svalutazione giornaliera più marcata da agosto, quando Pechino aveva sorpreso il mercato deprezzando la valuta del 2%.

** Le mosse di People’s Bank of China hanno scatenato un‘ondata di vendite sui listini azionari. La preoccupazione è che dietro alle manovre dell‘istituto centrale ci sia uno stato dell‘economia cinese peggiore di quello mostrato dai dati ufficiali e che Pechino stia operando una svalutazione competitiva per supportare l‘export.

** Lo yen, che tende a sovraperformare nelle fasi di avversione al rischio, gudagna lo 0,7% sul dollaro, che scivola a quota 117,63, dopo aver toccato il minimo da oltre quattro mesi a 117,33.

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