11 dicembre 2015 / 07:54 / 2 anni fa

Borse Asia verso settimana in calo, yuan a min 4-1/2 anni

Le Borse dell‘area Asia-Pacifico sono in terreno negativo nella seduta odierna e si avviano ad archiviare la settimana in robusto calo, zavorrate dal prezzo del petrolio e dallo yuan ai minimi da quattro anni e mezzo ad acuire i timori su un rallentamento della crescita globale.

La banca centrale cinese ha fissato il tasso di cambio al livello minimo da oltre quattro anni, a indicare che Pechino sta permettendo alla sua moneta di deprezzarsi dopo essere stata inserita dal Fmi nel basket di riserva. La mossa porta anche a domandarsi che livello di deprezzamento dello yuan la banca centrale intenda consentire.

Il mercato attende poi il rialzo dei tassi da parte della Fed che dovrebbe essere annunciato la prossima settimana per la prima volta in un decennio.

“Un rialzo dei tassi Usa avrebbe un impatto maggiore sui flussi di denaro fuori dai mercati emergenti, inclusi Hong Kong e Cina”, ha detto Linus Yip, chief strategist presso First Shanghai Securities.

“Inoltre, se lo yuan continua a deprezzarsi sarà un altro elemento negativo per i mercati perché mostrerà che gli investitori non hanno fiducia sulla possibilità che la crescita cinese torni a essere forte”, ha aggiunto.

L‘indice MSCI, che non comprende Tokyo, intorno alle 8,22 è in calo dello 0,82%. L‘indice Nikkei ha chiuso in controtendenza in rialzo di circa l‘1% spinto dalla debolezza dello yen.

SHANGHAI ha chiuso perdendo oltre mezzo punto, mentre HONG KONG fa peggio portandosi a -1%, fiaccata anche dalla notizia che Guo Guangchang, il milionario fondatore di Fosun Group (gigante assicurativo, degli investimenti, gestione degli asset e industriale) non è rintracciabile dal mezzogiorno di ieri. I titoli connessi sono sospesi. (Prada -0,75%).

SYDNEY ha chiuso in lieve calo ma ha messo a segno la maggiore perdita settimanale in un mese principalmente a causa della flessione nei prezzi delle commodity.

Male TAIWAN che ha archiviato la seduta con perdite superiori all‘1% determinate dagli Exchange Traded Fund che hanno registrato cali fino al 3%.

SEUL ha chiuso in territorio leggermente negativo su vendite estere a rafforzare le attese su un rialzo dei tassi Usa.

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