16 giugno 2015 / 15:50 / 2 anni fa

Banche, Abi: sofferenze su impieghi ai massimi da 20 anni

Una donna effettua un prelievo a uno sportello automatico. REUTERS/Alessandro Garofalo

ROMA (Reuters) - La montagna delle sofferenze lorde delle banche italiane continua a crescere e ha toccato ad aprile il 10% degli impieghi, un livello mai visto negli ultimi 20 anni.

Il dato è contenuto nell‘ultimo rapporto Abi del mese di giugno, che evidenzia anche il dato positivo di un progressivo miglioramento del trend degli impieghi, soprattutto con dati delle nuove erogazioni e tassi ai minimi storici.

La rischiosità dei prestiti continua a crescere mentre c‘è attesa per i provvedimenti del governo per velocizzare il recupero delle garanzie sui crediti non pagati e per accelerare a un anno l‘ammortamento fiscale delle svalutazioni.

Le sofferenze lorde hanno toccato ad aprile 191,5 miliardi dai 189,5 miliardi di marzo, con un rapporto del 10% sugli impieghi (era al 2,8% a fine 2007). “E’ il valore più elevato degli ultimi venti anni. Nel 1996 il dato era al 9,6%, siamo su quei livelli”, ha commentato il vice direttore generale Gianfranco Torriero nel corso di una conference call.

Salgono anche le sofferenze nette, a 82,3 miliardi di aprile da 80,9 miliardi di marzo, al 4,56% sugli impieghi.

BENE NUOVE EROGAZIONI, TASSI AI MINIMI

Lo stock dei finanziamenti a famiglie e imprese ha presentato a maggio una variazione di -0,6% su base annua, rallentando il calo rispetto al mese prima e restando “il miglior risultato da maggio 2012”, sottolinea il rapporto.

Continua ed accelera la crescita delle nuove erogazioni: nel primo quadrimestre 2015, i finanziamenti alle imprese sono saliti dell‘11,2% annuo, i nuovi mutui casa del 55,2% e il credito al consumo dell‘11,6%.

Calano ancora, ritoccando i minimi storici, i tassi sui prestiti. A maggio il tasso medio è stato del 3,44%, era 6,18% prima della crisi. Resta basso anche il tasso medio per l‘acquisto di nuove case, al 2,68% dal 2,63 del mese prima, al minimo da settembre 2010. “Assistiamo a uno spostamento dai mutui a tasso variabile a quelli a tasso fisso, visto il livello particolarmente contenuto dei tassi”, ha osservato Torriero.

La raccolta a medio-lungo termine scende a maggio del -14,3% su base annua (-70,3 miliardi annui in valore assoluto); quella da depositi sale del 3,8% (+46,9 miliardi), portando il dato complessivo a un calo annuo assoluto di circa 23,4 miliardi e una diminuzione percentuale di -1,4% annuo.

(Stefano Bernabei)

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