9 giugno 2015 / 07:15 / tra 3 anni

Btp misti in seduta volatile dai volumi contenuti, tasso 10 anni a 2,24%

MILANO (Reuters) - Secondario italiano misto in tarda mattinata, in linea con buona parte del comparto europeo, in una seduta caratterizzata, come visto negli ultimi giorni, da una consistente volatilità e da volumi contenuti e che vede sullo sfondo le incertezze legate alla situazione greca.

Operatori a lavoro. REUTERS/Brendan McDermid

Attorno alle 12,30 il differenziale di rendimento tra Btp e Bund sul tratto a 10 anni si attesta a 137 punti base dai 138 del finale di seduta e, in parallelo, il tasso del decennale scende a 2,24% dal 2,26% dell‘ultima chiusura.

Ricalcando l‘andamento del Bund, dopo un avvio in territorio positivo, a metà mattina il mercato ha ridotto i guadagni con la parte breve della curva che oscilla attorno alla parità, il decennale in più consistente rialzo e il 30 anni in calo, col rendimento a 3,32%, al massimo dallo scorso dicembre.

A orientare il mercato un mix di diversi fattori: sul fronte greco prosegue l‘incertezza per l‘esito delle trattative per la ristrutturazione del debito, con l‘attenzione degli investitori concentrata sull‘ennesimo incontro, in agenda per domani, tra i leader di Grecia, Germania e Francia da cui non ci si attendono risultati definitivi. Oggi il premier greco, Alexis Tsipras, ha annunciato in un‘intervista al Corriere della sera che le parti sono vicine ad un accordo sugli obiettivi di avanzo primario per i prossimi anni ma che il governo ellenico non intende operare tagli alle pensioni più basse o imporre altre misure recessive.

Intanto, la Commissione europea sta valutando la nuova proposta di riforme della Grecia, che sarebbe dovuta arrivare giovedì scorso, e che potrebbe sbloccare i nuovi finanziaziamenti ad Atene, secondo quanto riferito da un funzionario Ue.

Ma a mettere sotto pressione i governativi della periferia sono anche le prospettive di un rialzo dell‘inflazione a livello europeo che, secondo alcuni operatori, potrebbero avere impatto sul ‘Qe’. Nel corso dell‘ultimo meeting della Bce, Francoforte ha lasciato sostanzialmente invariate rispetto a tre mesi fa le proprie previsioni sull‘andamento della crescita e dei prezzi al consumo all‘interno della zona euro, con l‘eccezione dell‘inflazione per quest‘anno, rivista al rialzo da zero a 0,3%. Il presidente della Bce, Mario Draghi, ha ribadito che il programma di ‘Quantitative easing’ si concluderà, come previsto, a settembre 2016.

“L‘immagine più chiara di quanto sta succedendo l‘ha fornita ieri l‘esponente della Bce Mersch, secondo il quale il rialzo dei tassi dei governativi della zona euro visto nelle ultime settimane è collegato più alle stime sull‘inflazione che ai rovesci sulla Grecia che pure esercitano una certa influenza”, spiega lo strategist di Ig, Vincenzo Longo.

“Il mercato è caratterizzato da una forte volatilità, determinata anche dall‘andamento dei dati macro Usa, e da volumi contenuti”, aggiunge.

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