4 giugno 2015 / 16:44 / 2 anni fa

Saipem -13,6% in Borsa, mercato boccia ipotesi aumento capitale

MILANO (Reuters) - Giornata da dimenticare per Saipem a Piazza Affari che ha lasciato sul terreno il 13,6%. Il mercato ha bocciato in maniera netta l‘eventualità che la società di ingegneristica e costruzioni, controllata al 43% da Eni, possa ricorrere a un aumento di capitale.

Indiscrezioni stampa hanno segnalato, tra le ipotesi proposte dalle banche d‘affari all‘Eni e al management, anche una ricapitalizzazione, di cui si parlerebbe però dopo l‘estate.

Il film della giornata inizia con l‘articolo de Il Sole 24 Ore, che cita anche le anticipazioni di Dealreporter secondo cui l‘aumento potrebbe essere nell‘ordine di 2-2,5 miliardi di euro. E con l‘aumento potrebbe entrare un nuovo socio di rilievo finanziario o industriale.

La società e l‘azionista di controllo si limitano a non commentare le indiscrezioni. Nel frattempo il titolo, partito male stamani, peggiora con il passare delle ore, subendo diverse sospensioni al ribasso.

Poi, poco prima delle 16, la nota di Saipem su richiesta della Consob: “Con riferimento alle notizie di stampa circa eventuali operazioni sul capitale di Saipem, la società informa che, nell‘interesse di tutti gli azionisti, ha da tempo in corso la valutazione di diverse opzioni di rifinanziamento a supporto della strategia industriale, anche nella prospettiva di un diretto ricorso al mercato. Al momento nessuna di queste opzioni finanziarie è all‘attenzione del Cda”.

Il titolo ha chiuso la giornata con un ribasso del 13,58% a 10,25 euro, tornando sui livelli di inizio marzo scorso. Nel corso di questi mesi il titolo ha tentato di risalire la china fino ad arrivare a un massimo di 12,85 euro il 13 maggio. Notevoli gli scambi a circa 22,2 milioni di pezzi, 4 volte la media a 30 giorni di 5,8 milioni. Il settore oil&gas in Europa cede il 2%.

“La nota di Saipem non ha rassicurato il mercato che ha paura di questa eventualità”, osserva un trader.

E’ dallo scorso luglio che Eni ha annunciato la volontà di scendere sotto il 30% di Saipem per deconsolidare il debito che a fine marzo ammontava a 5,2 miliardi senza però fornire dettagli. A fine 2014 la decisione di mettere in stand-by la vendita a seguito del crollo del prezzo del petrolio che ha fatto scendere anche la quotazione del titolo in Borsa.

Il Cfo di Saipem, Aldo Chiarini, prima che arrivasse Stefano Cao alla guida del gruppo lo scorso 30 aprile, non aveva escluso nei mesi scorsi un aumento, pur ribadendo che la società non ha bisogno di capitali freschi.

“Realizzare un aumento per un oil service non è semplice in questo momento visto l‘outlook sul settore e andrebbe fatto a sconto. L‘obiettivo di Eni è deconsolidare il debito di Saipem”, rileva un analista di una grossa banca d‘affari italiana.

Secondo un banchiere, “la società ha ribadito quanto si sa già. E un richiesta di denaro sul mercato avverrebbe in questo momento con uno sconto del 30% rispetto al Terp”

Un report di Banca Akros sottolinea che “Eni ha già affermato di non avere intenzione di vendere Saipem a questi livelli di prezzo. E andare verso un aumento di capitale sarebbe la stessa cosa e crediamo che questa non sia la migliore opzione al momento per Eni. Sarebbe meglio attendere i risultati del nuovo AD, Stefano Cao, le iniziative che prenderà e i trend di mercato, prima di decidere una qualunque soluzione di tipo straordinario”.

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