4 giugno 2015 / 12:28 / tra 3 anni

Snam valuta di rilevare fino a 20% di progetto gasdotto Tap

PARIGI (Reuters) - Snam potrebbe entrare nel progetto del gasdotto Trans Adriatic Pipeline, che porterà il gas azero in Puglia dal 2020, con una quota del 20%.

E’ quanto ha detto l‘AD della società proprietaria della gran parte dei gasdotti italiani, Carlo Malacarne, in un‘intervista a Reuters a margine del ‘World Gas Congress’ di Parigi.

“Siamo pronti a valutare di rilevare una quota fino al 20% del progetto”, ha detto il manager. Malarcane ha quindi spiegato che i compratori di gas stanno siglando i contratti a lungo termine ‘ship-or-pay’ per il gas azero, quindi i ricavi di trasmissione sono garantiti e questo apre la strada agli operatori infrastrutturali regolati come Snam di entrare nel progetto.

I principali azionisti di Tap sono: Enagas, Fluxys, quest‘ultima alleata con Snam in altri business, con quote rispettivamente del 16% e del 19%, BP con il 20%, Statoil con il 20%, Socar con il 20% e la svizzera Axpo (5%).

L‘ad ha poi aggiunto che alcune società, come BP o Statoil, potrebbero non avere un forte interesse a restare nel consorzio, qualora il progetto dovesse maturare.

“Immaginiamo che nei prossimi mesi ci saranno possibilità di uscita per queste aziende, che sono società di produzione e non società di infrastrutture”, ha sottolineato.

Malacarne non ha voluto commentare sul prezzo, ma da indiscrezioni il 20% del consorzio dovrebbe valere intorno ai 400 milioni di euro.

La sigla dei contratti ‘ship-or-pay’ fino a vent‘anni è la ragione principale che rende il progetto Tap attraente per Snam. “Potrebbe essere una opportunità perché il profilo di rischio è molto simile al nostro profilo di rischio regolato”, ha detto.

Lo scorso 20 maggio il ministro allo Sviluppo economico Federica Guidi ha firmato l‘autorizzazione definitiva per i lavori del metanodotto, ponendo così fine a mesi di contrapposizioni fra Regione Puglia e comitato no Tap contrari alla realizzazione dell‘infrastruttura e all‘approdo a Melendugno, in provincia di Lecce. A questo punto c‘è il rischio di un nuovo ricorso al Tar. I lavori per la costruzione del gasdotto inizieranno nei primi mesi del prossimo anno e sul territorio italiano interesseranno un tratto della Puglia di 8 km per una durata di 3-4 mesi relativamente alla posa dei tubi. Saipem è in gara per il tratto a mare.

Infine, Malacarne ha detto che la società farà una valutazione simile anche su un possibile ingresso nel progetto di Enel di realizzare il terminale di Gnl a Porto Empedocle, in Sicilia, ma solo se il regolatore italiano fisserà regole nuove per il business della costruzione di rigassificatori.

“Siamo pronti a investire se nuove regole vengono fissate dai regolatori a copertura del rischo della commodity nel gnl”, ha sottolineato.

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