28 maggio 2015 / 09:55 / tra 3 anni

Contrattazione, Squinzi: non si sommino costi nazionali e aziendali

MILANO/MELFI (Reuters) - Di fronte alla stagione di rinnovi contrattuali che attende l‘industria italiana occorre arrivare a un accordo per evitare che si sommino i costi della contrattazione collettiva nazionale e di quella aziendale.

Giorgio Squinzi, presidente di Confindustria. REUTERS/Remo Casilli

Il messaggio a sindacati e governo arriva dal presidente di Confindustria Giorgio Squinzi in occasione dell‘assemblea annuale.

Secondo Squinzi bisogna dare un maggior ruolo alla contrattazione aziendale, quella che meglio lega dinamica dei salari e miglioramenti della produttività.

“Questo tipo di contrattazione è utile alle imprese e alle persone che vi lavorano e i contratti collettivi devono incoraggiare ad andare in questa direzione” spiega, ricordando che in molti casi imprese e lavoratori condividono già a livello aziendale, attraverso i premi di risultato, i miglioramenti raggiunti.

Duro il commento del segretario della Cgil Susanna Camusso, secondo la quale nella relazione da una parte si parla di “innovazione” e dall‘altro si propone “la ricetta più antica del mondo: il taglio dei salari”.

Positiva, invece, la reazione di Cisl e Uil, seppure con differenze di contenuti.

“La Cisl è pronta a sedersi assieme alle altre organizzazioni sindacali e a Confindustria per ridisegnare il modello sindacale per il nostro Paese [...]. La Cisl è per un modo più partecipativo. È arrivato il momento che i lavoratori possano partecipare al capitale di impresa attraverso l‘azionariato ma anche attraverso il sistema duale molto simile al modello tedesco e decidere le scelte e le sorti delle imprese”, ha dichiarato al termine dell‘assemblea Annamaria Furlan, segretario generale della Cisl.

Per Carmelo Barbagallo, segretario Uil, “nel nostro modello contrattuale c‘è una geometria variabile tra contratto nazionale e aziendale. Dobbiamo far crescere la contrattazione di secondo livello, ma all‘interno di un contratto nazionale quadro”.

L‘AD di Fiat Sergio Marchionne è invece tornato sul tema del sindacato unico rilanciato con una battuta la scorsa settimana da Matteo Renzi.

“In altri Paesi come la Germania e gli Stati Uniti c‘è un solo referente con cui parlare. In Germania l‘Ig Metal e in America c‘è il sindacato dei lavoratori dell‘auto. È una cosa che rende più semplici i rapporti con l‘azienda”, ha detto Marchionne a margine della visita di oggi allo stabilimento di Melfi.

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