26 maggio 2015 / 11:07 / 2 anni fa

Btp, lunghi deboli su rischio Grecia, brevi in tenuta

MILANO (Reuters) - Mattinata all‘insegna della debolezza per il mercato obbligazionario italiano che sconta, insieme al resto periferia, l‘incerta evoluzione della vicenda greca.

L‘impatto negativo si vede chiaramente nei prezzi della seduta odierna, che ha sancito la piena ripresa dell‘operatività sul mercato dopo la giornata semifestiva di ieri, caratterizzata dalla chiusura contemporanea di Francoforte, Londra e New York.

“Il tono di fondo resta debole, tutto ruota attorno agli sviluppi del negoziato tra Grecia e creditori”, dice un operatore da Milano.

Intorno alle 12, il rendimento del decennale italiano su piattaforma TradeWeb, che venerdì in chiusura era a 1,85%, si attesta 1,924%, mentre lo spread con l‘analoga scadenza del Bund, dopo essersi allargato in mattinata fino a 140 punti base, massimo dal 6 maggio scorso, si attesta a 136 punti base, contro 122 punti base della chisura di venerdì.

Dopo le dichiarazioni shock del ministro degli Interni Nikos Voutsis, il quale domenica ha avvertito che senza fondi freschi non potrà essere rimborsata la rata dovuta al Fondo monetario in scadenza il 5 giugno, il governo ellenico ha cercato di correggere, almeno parzialmente, il tiro, impegnandosi per quanto possibile a ottemperare ai propri obblighi.

Un segnale, quest‘ultimo, che un alto funzionario tedesco definisce incoraggiante.

Ma un accordo sul piano di riforme che consenta il versamento dei prestiti ancora non c‘é, ha confermato stamane il il commissario Ue agli Affari economici Pierre Moscovici. I nodi restano i provvedimenti su lavoro e pensioni, punti su cui il governo ellenico non intende fare concessioni. I negoziati stanno comunque proseguendo.

“Gli impatti più disastrosi di un default greco e di un‘uscita di Atene dall‘euro sono scongiurati dal piano di acquisto titoli della Bce, ma il messaggio più a lungo termine sarebbe pessimo, e chiaramente i più esposti sono i Paesi a rating più basso”, prosegue l‘operatore.

In un contesto di rinnovata volatilità sull‘intero mercato obbligazionario europeo, che nelle ultime settimane ha visto i rendimenti di tutti gli emittenti sovrani risalire dai minimi toccati subito dopo l‘avvio del Qe, la parte breve si dimostra una tenuta maggiore di quella lunga.

“La correzione è avvenuta soprattutto sulle scadenze più lunghe, mentre il breve è rimasto sostanzialmente più stabile, e in questo frangente sta beneficiando del contesto di avversione al rischio, che spinge a ridurre la duration”, dice uno strategist.

A riprova di questo, nell‘asta odierna, la prima della tornata di fine mese del Tesoro, il rendimento del Ctz febbraio 2018 è sceso al nuovo minimo storico, portandosi a 0,062% a 0,079% di fine aprile.

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