18 maggio 2015 / 09:40 / 3 anni fa

Btp in calo con ampliamento spread, attenzione a Grecia

MILANO - Dopo un primissimo avvio nel segno di una relativa debolezza anche per i future ‘core’, il Bund ha trovato la via del rialzo per poi stabilizzarsi in prossimità dei livelli di venerdì, mentre il Btp arranca un po’ insieme alle periferie su vendite in attesa di nuovi tasselli della questione greca.

Un trader al lavoro. REUTERS/Stefano Rellandini

“La periferia si è svegliata sotto pressione, mentre il mercato ‘core’ resiste” dice Vincenzo Longo, strategist di Ig. “L‘Italia è in linea con le altre periferie, ad eccezione della Grecia che vede un‘impennata dei rendimenti, specie sul tratto breve della curva”.

Attorno alle 11,20 il tasso del due anni greco quota 22,735% da una chiusura venerdì a 21,105% con un calo in termini di prezzo di 1,970 punti.

“Per quanto fra smentite, si torna a parlare di un referendum di Atene sull‘euro” dice ancora Longo. “Rispetto a quando se ne parlò nel 2011, quando erano i leader politici greci a invocarlo e Bruxelles a dire di no, oggi il referendum viene considerato una possibilità dalla stessa Europa, a testimonianza del fatto che, rispetto al passato, il rischio di un contagio è ormai confinato”.

La settimana scorsa Atene ha dovuto smentire di avere in programma di ricorrere a un referendum o ad elezioni per sbloccare l‘impasse nella trattativa con i creditori internazionali, dopo che il ministro delle Finanze tedesco Wolfgang Schaeuble aveva evocato la possibilità di un ricorso a un referendum sulle riforme.

Sul fronte della trattative fra Atene e i creditori internazionali, ieri il ministro dell‘Economia tedesco Sigmar Gabriel ha detto in un‘intervista che un terzo pacchetto di aiuti non sarà sbloccato a meno che Atene non proceda con le riforme [ID:nL5N0Y809N].

Venerdì Fitch ha confermato la sua valutazione sulla Grecia a ‘CCC’, dicendo di aspettarsi che Atene sopravviva all‘attuale crisi di liquidità senza accumulare arretrati sui bond detenuti da investitori privati, ma anche che il default è una possibilità concreta [ID:nWNAB06YLM]. Dbrs ha invece tagliato il rating sovrano della Grecia di due gradini, a ‘CCC (high)’ da ‘B’, assegnando un outlook negativo. L‘azione, che completa così il processo di revisione negativa del rating del Paese annunciata da Dbrs lo scorso febbraio, è arrivata fuori dalle date previste per i pronunciamenti [ID:nL5N0Y64NO].

Per quanto riguarda l‘Italia invece sempre venerdì Standard & Poor’s ha confermato il proprio giudizio di ‘BBB-/A-3’ per il rating sovrano italiano, con un outlook che resta stabile. In una nota dell‘agenzia si fa riferimento a una stima di crescita pari a 0,4% per quest‘anno e a una media di 1% nel biennio 2016/2017. Standard & Poor’s conferma una valutazione sostanzialmente positiva sul programma delle riforme, come legge elettorale, mercato del lavoro e banche popolari, riconoscendo però che la sentenza della Consulta potrebbe compromettere il raggiungimento degli obiettivi di finanza pubblica.

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