12 maggio 2015 / 10:59 / 3 anni fa

Btp in forte calo su prese profitto. Tasso asta Bot risale da minimo

MILANO (Reuters) - Ricalcando l‘andamento visto ieri, il secondario italiano appare pesante in tarda mattinata, in linea con tutto il comparto europeo, in una seduta che ha visto, a detta degli operatori, un buon collocamento del Bot annuale, nonostante il rendimento in risalita rispetto al minimo storico dell‘ultima asta.

Un trader al lavoro a Milano. REUTERS/Alessandro Garofalo

Attorno alle 12,30 il differenziale di rendimento tra Btp e Bund sul tratto a 10 anni si attesta a 116 punti base, in linea con i 117 del finale di seduta e, in parallelo, il tasso del decennale sale a 1,88% dall‘1,76% dell‘ultima chiusura. Maggiormente penalizzata, come visto nelle ultime sedute, la extra lunga della curva, con il 30 anni che cede oltre 3 punti e il tasso che si riporta a ridosso della soglia del 3%.

Con le tensioni legate alla Grecia che si sono leggermente attenuate dopo l‘Eurogruppo di ieri e Atene che, come promesso, ha rimborsato al Fmi la tranche da 750 milioni di euro in scadenza oggi, gli operatori non hanno una visione univoca su quali siano i driver del mercato.

“I Btp ricalcano il calo del Bund: chi ha comprato Bund ha realizzato ottimi guadagni e ora prende prende profitto consapevole che i livelli visti in precedenza erano esagerati”, sintetizza un operatore di una primaria banca italiana.

Secondo lo strategist di Ig, Vincenzo Longo, a penalizzare il comparto obbligazionario europeo contribuisce il rialzo del prezzo del greggio tornato oltre quota 66 dollari il barile.

“Il mercato continua a soffrire sulla scia di forti vendite arrivate prima dell‘apertura che hanno portato il comparto sotto pressione innescando vendite a catena. Una delle ragioni è il rialzo del prezzo del greggio: quando si muovono i prezzi del petrolio, le aspettative inflattive tornano ad alzarsi determinando vendite da parte di chi ha reddito fisso in mano”, spiega lo strategist di Ig, Vincenzo Longo.

“Il fatto che la parte lunga della curva sia la più penalizzata, e che la breve non abbia subito forti rialzi dei tassi, si può spiegare con il cambiamento delle aspettative inflattive”, spiega.

EMISSIONI TESORO 2015 A 410-420 MLD EURO

Intanto oggi una fonte del Tesoro ha detto a Reuters che nel 2015 le emissioni di titoli di Stato si attesteranno a 410-420 miliardi di euro rispetto ai 455 del 2014. A fine aprile il funding aveva superato il 43% delle esigenze dell‘anno con un costo medio all‘emissione dello 0,77%.

La mattinata ha visto l‘asta del Bot annuale nella quale sono stati collocati tutti i 6,5 miliardi del Buono in scadenza il 13 maggio 2016, con un rendimento in risalita allo 0,027% dal minimo storico di 0,013% visto al collocamento di metà aprile. [ID:nZYN22G901]

“L‘asta è andata molto bene e non ci sono stati problemi di domanda. E’ un collocamento che ha accontentato tutti: il Tesoro che paga interessi minimi per finanziare il debito e gli acquirenti che hanno visto un tasso più alto rispetto alle volte scorse”, sintetizza un operatore di una primaria banca italiana.

Attiva sul primario anche la Spagna che ha collocato 5,2 miliardi di titoli a sei e 12 mesi con rendimenti in risalita.

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