30 aprile 2015 / 10:01 / tra 2 anni

Fca, nuovo calo dopo Marchionne, più fredda su attese m&a

L'amministratore delegato di Fiat Chrysler Sergio Marchionne a Detroit nel gennaio scorso. REUTERS/Rebecca Cook

MILANO (Reuters) - Fiat Chrysler è in deciso ribasso, sulla scia del calo di ieri dopo le parole dell‘AD Sergio Marchionne sulla necessità di un consolidamento del settore auto per affrontare costi del capitale eccessivi.

Analisti divisi sugli effetti del discorso.

Gli analisti positivi sul titolo sottolineano il fatto che le affermazioni dell‘AD - per Fca una fusione “non è questione di vita o di morte” e Fca “non è in vendita” - raffreddano le attese per un‘operazione di m&a.

I ribassisti vedono nelle parole dell‘AD l‘ammissione che Fca potrebbe avere grosse difficoltà a fronte di un calo del mercato, soprattutto statunitense.

Un trader dice che il ribasso di questi ultimi due giorni è conseguenza di una correzione, più che dovuta, dopo i forti rialzi degli ultimi mesi.

Secondo un report di JP Morgan, che ha un prezzo obiettivo di 15 euro, “la cosa più importante è che abbiamo appreso che il consolidamento per Fca non è questione di vita o di morte per Fca e questo significa che il processo di consolidamento potrebbe essere più lungo delle attese”.

“Secondo noi la risposta è molto semplice: sta cercando di forzare un matrimonio per Fca”, spiega Arndt Ellinghorst, analista di Evercore ISI.

“La società sopravvive operativamente grazie a un intenso focus sul management e a un disciplinato controllo finanziario. Ma non sembra proprio in grande forma per affrontare un cambio di rotta del mercato”, scrive Max Warburton, analista di Bernstein, nel report di oggi, che indica target a 6,25 euro.

Il titolo, sull‘annuncio dello spinoff di Ferrari e sulle attese per m&a innescate dalle dichiarazioni dell‘AD, è salito dai 7,5 euro di fine ottobre 2014 a oltre 15 euro di un paio di settimane fa.

All‘inizio della presentazione di ieri Marchionne ha sottolineato che Fiat Chrysler non è in vendita, notizia che ha innescato il ribasso delle azioni.

Negli ultimi mesi l‘AD ha parlato a più riprese della necessità di consolidamento.

A metà marzo, parlando con i giornalisti, ha detto che un‘integrazione con GM e Ford sarebbe “tecnicamente fattibile”. Ha poi definito partner non ideale Volkswagen, ma senza escludere una collaborazione. E su PSA ha osservato: “Si tratta di una buona società, ma non so se risolve i problemi globali di Fca”.

Intorno alle 15,10, il titolo cede il 3,7% a 13,62 euro, dopo aver toccato un minimo a 13,15 euro, con scambi per 27 milioni di pezzi da una media giornaliera di 16,3 milioni.

Ieri aveva registrato un ribasso del 4,65%.

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