16 aprile 2015 / 08:44 / tra 3 anni

Mps, Bce chiede chiusura Alexandria, banca paventa perdita da 1 miliardo

SIENA (Reuters) - Una chiusura anticipata entro luglio del contratto derivato Alexandria fatto con Nomura, chiesta da Bce alla banca Mps a meno di impedimenti legali, causerebbe una perdita lorda di 1 miliardo e indebolirebbe “irrimediabilmente” le azioni legali in essere.

Il simbolo di Monte dei Paschi di Siena . REUTERS/Giampiero Sposito

Lo si legge nella lettera inviata il 18 febbraio dalla banca alla procura di Milano in cui si dà notizia della richiesta di Francoforte di chiudere questo oneroso contratto entro il 26 luglio, “a meno che non intervenga un provato impedimento legale nel futuro in conseguenza del provvedimento civile o dell‘inchiesta penale in corso”.

Nel corso dell‘assemblea per l‘approvazione del bilancio e l‘aumento di capitale da 3 miliardi, il presidente di Mps Alessandro Profumo, confermando il contenuto della lettera, ha detto che, a giudizio della banca, “un‘azione penale nei confronti della controparte è un impedimento piuttosto rilevante perché questo è un evidente motivo di richiesta danni da parte nostra”.

Mps ritiene di essere stata danneggiata per la ristrutturazione di Alexandria, servita per occultare perdite dei passati bilanci e che ha comportato una riscrittura del bilancio 2012.

La richiesta danni avanzata da Mps al Tribunale di Firenze è almeno di 750 milioni.

Secondo Profumo, “una chiusura incauta potrebbe essere non corretta. Dopodiché laddove la Banca centrale europea nonostante queste problematiche dica chiudete, noi chiuderemo l‘operazione, riservandoci poi tutte le nostre tutele”.

“Noi ci consideriamo i danneggiati a fronte di transazioni tra persone di Nomura e persone che non sono più da noi”, ha detto Profumo, riferendosi a pagamenti (che risultano dagli atti depositati a Milano) da un dirigente di Nomura a uno di Mps, entrambi indagati nel procedimento.

“Noi stiamo ricalcolando il danno che come Mps abbiamo avuto da questa transazione”, ha aggiunto.

Nomura oggi non ha fatto commenti. In precedenza la banca giapponese aveva negato ogni condotta scorretta e aveva dichiarato di aver sempre agito correttamente.

Nessun commento dalla Bce.

CONTATTI INFORMALI CON NOMURA

Nella lettera, vista da Reuters, si sottolinea come “l‘attività di ristrutturazione della banca non sia conclusa e che, ancora oggi, parte di queste attività consista nel diritto della banca a ricevere ristoro dei danni subiti”.

Mps ha avuto di recente contatti informali con Nomura, si spiega nella lettera. Al riguardo, “avendo ricevuto richiesta di quantificare la base negoziale per un‘eventuale transazione, la posizione assunta (...) è stata quella di richiedere una chiusura totale dell‘operazione secondo modalità che consentano di eliminare ogni assorbimento di capitale attuale e prospettico senza costi per la banca”.

Venerdì scorso su sollecitazione della Consob, Mps ha detto che in seguito all‘esercizio Bce è emerso che l‘esposizione verso Nomura per questo prodotto ristrutturato eccede il limite prudenziale del 25%, pesando per circa 3,4 miliardi (34% circa) sui quasi 10 miliardi di patrimonio totale di vigilanza. Questa esposizione, ha spiegato Viola, è iscritta a bilancio tra le grandi esposizioni, senza l‘indicazione esplicita del collegamento con l‘operazione fatta con Nomura.

L‘aumento di capitale da 3 miliardi permetterà di far scendere il peso dell‘esposizione.

La Bce ha anche chiesto a Mps di considerare nel CET 1 all‘1 gennaio 2014, determinato secondo le regole di Basilea 3, l‘intero importo della riserva negativa connessa ai titoli di stato oggetto dell‘operazione pari a 411 mln di euro, determinando un impatto addizionale di 164 milioni di euro per il trattamento fully phased-in dei BTP sottostanti Alexandria.

La lettera alla Procura spiega che questo tipo di trattamento ad hoc espone il capitale core della banca alle oscillazioni dello spread di credito del Bpt 2034 legato ad Alexandria.

Un aumento dello spread di 60 punti base ridurrebbe di 300 milioni di euro il CET1.

La Banca ha ricevuto dalla Bce un target di capitale pari al 10,2% e sta preparando l‘aumento di capitale per restituire poco più di un miliardo di aiuto pubblico e mantenere il capitale core sopra la soglia fissata dal regolatore.

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