15 aprile 2015 / 15:58 / tra 3 anni

Bce convinta di 'qe', Draghi rivendica effetti positivi

MILANO (Reuters) - Annunciato a fine gennaio e concretamente operativo da poco più di un mese, il programma degli acquisti Bce ampliato ai titoli di Stato della zona euro sta effettivamente dando ossigeno all‘asfittico canale del credito e farà riprendere l‘inflazione.

La contestatrice che ha provocato la sospensione della conferenza stampa di Mario Draghi alla Bce. REUTERS/Kai Pfaffenbach

Lo rivendica il presidente Mario Draghi di fronte ai giornalisti, nel corso di un incontro con la stampa brevemente interrotto e ‘vivacizzato’ da una contestatrice.

Le ricadute saranno ancora più positive con la piena messa a punto del programma - acquisti mensili per un totale di 60 miliardi almeno fino a settembre dell‘anno prossimo - e non ha dunque senso prendere in considerazione l‘ipotesi di sospendere in anticipo una terapia dagli effetti soltanto benefici.

“La realizzazione del programma degli acquisti procede fluidamente, con volumi in linea agli obiettivi. Si vedono inoltre prove concrete degli effetti delle misure di politica monetaria” spiega il presidente, parlando di innegabile miglioramento sul mercato finanziario e di riduzione nei costi di raccolta per il settore privato.

Francoforte osserva comunque con attenzione l‘andamento dei mercati, è perfettamente consapevole degli eventuali rischi legati a tassi bassi per un periodo protratto, ma ritiene che finora non vi sia segnale di alcun effetto distorsivo né di bolla.

Dati macro e statistiche congiunturali, per lo meno quelli a partire da febbraio, tendono a sostenere i commenti di Draghi.

In base alla stima flash sul mese scorso - dopodomani la lettura finale Eurostat - i prezzi al consumo di marzo evidenziano un raffreddamento al tasso annuo di 0,1%, livello in assoluto ancora anni luce dall‘obiettivo Bce di “inferiore ma vicino a 2%”, risultato meno scoraggiante nel confronto con il -0,3% di febbraio e il -0,6% di gennaio.

Pubblicata ieri, l‘indagine trimestrale Bce sul credito evidenzia come l‘ampia maggioranza degli istituti europei dichiari di aver visto nei primi tre mesi dell‘anno una ripresa della domanda di finanziamenti legata al programma degli acquisti Bce, il cui effetto ha ulteriormente sgonfiato i tassi.

“Le voci di eventuale ‘tapering’ sono state smentite in maniera categorica, Draghi si dice addirittura stupefatto di quanto precocemente sia nata una speculazione del genere” scrive una nota di Marco Valli, economista capo di UniCredit per la zona euro.

Sempre a proposito del nuovo ‘qe’, respingendo qualsiasi critica anche indiretta finora giunta dalla fazione dei cosiddetti ‘falchi’, il numero uno Bce parla di un programma già dotato della flessibilità sufficiente in caso la situazione macro/finanziaria dovesse richiedere un adeguato “aggiustamento”.

Tra gli ulteriori benefici derivanti dalle ultime misure espansive Draghi indica in particolare gli ultimi segnali dal lato dei consumi, a riflesso di come attraverso il canale bancario il ‘meccanismo di trasmissione’ stia finalmente raggiungendo l‘economia reale.

“Pur restando al ribasso, i rischi sulle prospettive macro per la zona euro appaiono meno squilibrati grazie alle recenti misure di politica monetaria, del raffreddamento dei corsi del greggio e della debolezza del cambio” assicura Draghi.

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