16 marzo 2015 / 14:13 / 3 anni fa

Banche, Abi: frena calo impieghi, aumentano ancora sofferenze

ROMA (Reuters) - Le banche italiane continuano a risentire della cattiva qualità del credito, con sofferenze nel mese di gennaio salite a 185,5 miliardi, mentre si è ridotto marginalmente, a febbraio, il calo percentuale annuo degli impieghi a famiglie e imprese.

Clienti prelevano in un bancomat a Milano. REUTERS/Stefano Rellandini

Lo ha sottolineato l‘Abi che ha presentato oggi il rapporto mensile in vista del comitato esecutivo di mercoledì che ospiterà a Roma il ministro dell‘Economia Pier Carlo Padoan.

Tra le cause del perdurante ed elevato stock di sofferenze, oltre alla crisi economica, oggi il rapporto ha evidenziato anche la “lunghezza delle procedure di recupero dei crediti”, una delle voci che anche in recenti audizioni parlamentari dell‘associazione erano state indicate come aree di possibile intervento normativo per favorire lo smaltimento di questo stock di prestiti deteriorati.

Il rapporto cita i “più recenti dati del ministero della Giustizia” del 2012 che segnalano una durata media dei procedimenti di fallimento pari mediamente a 7 anni e con una durata media dei procedimenti di esecuzioni immobiliari di 3 anni e 5 mesi.

Il tema dello smaltimento delle ingenti partite deteriorate nei bilanci delle banche sarà certamente oggetto del confronto con il ministro Padoan, proprio mentre il governo sta faticosamente negoziando a Bruxelles delle soluzioni di sistema che favoriscano questo processo di deconsolidamento delle sofferenze senza incappare in aiuti di Stato.

A febbraio 2015 il totale dei finanziamenti a famiglie e imprese ha presentato una variazione annua di -1,4% in lieve flessione dal -1,5% visto a gennaio, per un ammontare di 1.405 miliardi.

Nel frattempo, dati positivi sono registrati nel rapporto dell‘Abi dal flusso delle nuove erogazioni.

I finanziamenti alle imprese, come valore cumulato del trimestre novembre 2014-gennaio 2015 sono in incremento del 4% sullo stesso trimestre di un anno prima. I nuovi mutui nello stesso periodo sono saliti annualmente di oltre il 35%, mentre le nuove operazioni di credito al consumo hanno fatto segnare una crescita dell‘8,1%.

I tassi di interesse restano ai minimi storici con un tasso medio sui prestiti al 3,57%. Era il 6,18% prima della crisi.

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