11 marzo 2015 / 15:57 / 3 anni fa

Btp chiudono in rialzo, forti acquisti su 30 anni, tasso sotto 2%

MILANO (Reuters) - L‘effetto QE continua a dominare l‘obbligazionario italiano, che non risente minimamente della tornata d‘aste in corso, col collocamento domani di Btp fino a 7,25 miliardi di euro, incluso il nuovo trentennale 2046.

Btp, Tradeweb: rendimento 30 anni per prima volta sotto 2% REUTERS/Dado Ruvic

Gli acquisti premiano in particolare l‘extralungo: il tasso trentennale scivola oggi per la prima volta sotto il 2% e il tratto 10-30 della curva si appiattisce ulteriormente.

“Dalle dichiarazioni giunte dalla Bce e dai movimenti di mercato appare chiaro che la tendenza prevalente è acquistare carta lunga, specialmente trentennale” afferma il trader di una banca italiana. “Tra poco potrebbe esserci uno spostamento verso altre scadenze, ma al momento l‘intento della Bce è di creare un effetto sul lungo”.

EFFETTO PSICOLOGICO INIZIO QE

Nuovi minimi di rendimento sul secondario sono stati toccati oggi sul decennale e sul trentennale italiani, rispettivamente all‘1,11% e all‘1,96%. Ma dall‘inizio dell‘anno il tratto 10-30 della curva si è appiattito di oltre 60 pb (da 150 a 85 circa), una quindicina solo questa settimana.

“C‘è gente che sta male all‘idea di dover puntare su altro ‘flattening’, ma è inutile discutere, con la Bce ci si adatta” prosegue il trader.

Lo spread tra Btp e Bund decennali si è attestato in chiusura a 93 pb; lunedì aveva toccato quota 90, il livello più basso da fine aprile 2010.

“In questi primi giorni c‘è stato con evidenza un effetto psicologico del QE. Vedendo sugli schermi i primi veri ordini delle banche centrali, difficilmente si è andati contro” afferma un secondo trader.

VERSO NUOVI MINIMI IN ASTE BTP DOMANI

In tale contesto appaiono scontati nuovi minimi storici di rendimento nelle aste di domani.

In chiusura il gennaio 2018 scambia allo 0,22%, l‘aprile 2022 allo 0,81% e il settembre 2046 (alla prima riapertura dopo il sindacato di metà gennaio) al 2,04%: in tutti i casi si tratta di rendimenti ampiamente inferiori rispetto ai minimi registrati nei recenti collocamenti.

Oltre alle aste italiane la seduta di domani vedrà anche l‘offerta di Spagna e Irlanda: Madrid colloca fino a 5 miliardi su titoli di Stato al 2020, 2022 e 2025 mentre Dublino un miliardo di trentennali scadenza 2045.

Lo spread Italia/Spagna si mantiene leggermente a favore della carta iberica: 1,13% il dicembre 2024 italiano contro 1,10% dell‘ottobre 2024 spagnolo. Il divario tuttavia si inverte considerando i nuovi decennali dei due paesi (non ancora ‘rollati’ su Tradeweb): 1,15% per il giugno 2025 italiano e 1,16% per l‘aprile 2025 spagnolo.

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