13 febbraio 2015 / 11:02 / tra 3 anni

Banca Etruria valuta ricorso al Tar contro commissariamento

FIRENZE (Reuters) - Banca Etruria potrebbe fare ricorso al Tar contro il commissariamento deciso dal ministero dell‘Economia su richiesta della Banca d‘Italia.

Lo riferisce una fonte a diretta conoscenza della vicenda.

Il commissariamento, disposto con un decreto del 10 febbraio, è stato deciso dopo che dagli accertamenti delle Vigilanza sono emerse gravi perdite sul patrimonio dovuto alle consistenti rettifiche sul portafoglio crediti.

In una nota diffusa ieri sera i commissari straordinari Riccardo Sora e Antonio Pironti hanno spiegato che “non risulta possibile, ad oggi, fornire elementi di dettaglio sulla situazione della banca”, e che questi ultimi saranno poi indicati nella relazione sostitutiva al bilancio 2014.

I commissari hanno spiegato che il Cda della banca, prima del loro insediamento, ha esaminato mercoledì scorso i dati preliminari 2014 che hanno evidenziato “un forte deterioramento dell‘attivo” dovuto all‘applicazione di parametri di stima più rigorosi rispetto a quelli sinora utilizzati e dai quali “risulta ampliata la situazione di insufficienza patrimoniale del gruppo rispetto ai requisiti prudenziali”.

Secondo quanto riferito dalla fonte il Cda di Banca Etruria di mercoledì, prima della notifica del commissariamento, aveva appena approvato alcuni atti previsti dal piano di risanamento. 

Il percorso per il “salvataggio” di Banca Etruria aveva già visto la decisione, presa l‘11 agosto scorso, della trasformazione in Spa che sarebbe stata attuata nella prossima assemblea, la creazione di una bad bank interna, un accordo con i sindacati per la gestione di oltre 400 esuberi.

“Stavamo facendo tutto quello che era necessario”, dice la fonte, citando poi il caso della Banca Popolare di Spoleto a cui, nel dicembre scorso, il Consiglio di Stato ha dato ragione su una vicenda simile, come si è appreso dopo la pubblicazione della sentenza il 9 febbraio.

La Popolare di Spoleto era stata commissariata da Bankitalia a febbraio del 2013 e aveva presentato ricorso al Tar contro il provvedimento; ma i giudici amministrativi di primo grado avevano dato ragione a Palazzo Koch. La sentenza è stata però ribaltata in appello.

Sullo sfondo le indagini che riguardano operazioni potenzialmente anomale sui titoli delle banche popolari in connessione con il decreto di legge del 20 gennaio che dispone la trasformazione in Spa di dieci popolari, compreso Banca Etruria. Anche il titolo dell‘istituto aretino ha visto forti rialzi, guadagnando quasi il 60% nell‘ultimo mese, nonostante la decisione di abbandonare la governance di voto capitario sia stata presa la scorsa estate.

A questo proposito, il fondo Algebris Investments, in una nota diffusa ieri sera ha precisato che “mai nella storia di Algebris, sin dal 1 Ottobre 2006, è stato fatto alcun investimento (sia azionario sia in debito subordinato) nel capitale della Banca Popolare dell’Etruria e del Lazio”.

Il titolo Banca Etruria è stato sospeso oggi in borsa a tempo indeterminato.

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