February 12, 2015 / 12:11 PM / 4 years ago

Governo non si occuperà di bad bank il 20 febbraio

BRUXELLES (Reuters) - Il Consiglio dei ministri del 20 febbraio non si occuperà dei crediti deteriorati delle banche italiane.

Il premier Matteo Renzi al parlamento europeo, Strasburgo, 13 gennaio 2015. REUTERS/Vincent Kessler

E’ quanto ha precisato in serata il portavoce di palazzo Chigi dopo che stamattina Matteo Renzi sembrava aver risposto in questo senso a una domanda sul progetto al quale sta lavorando il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan per alleggerire i bilanci degli istituti di credito e favorire nuovi impieghi.

“Al cdm del 20 non si parlerà di bad bank. Questa mattina, quando Renzi ha parlato del cdm del 20, non si riferiva alla specifica domanda posta sulla bad bank”, ha precisato il portavoce.

La politica italiana ha cercato di rimanere al di fuori dalla gestione diretta delle crisi del sistema finanziario. Ora sembra girare pagina per i segnali preoccupanti provenienti dal settore e per le impellenti necessità.

Come con la riforma delle banche popolari che, ha ricordato ieri il presidente della Consob Giuseppe Vegas, dovrà “consentire alle banche in questione di reperire più agevolmente risorse sui mercati dei capitali in vista di un rafforzamento patrimoniale”.

Ieri una delle popolari interessate dalla riforma, la Banca Etruria, è stata commissariata dal Mef su segnalazione della Banca d’Italia, per l’incapacità mostrata dal management di fronteggiare la crisi dell’azienda.

Sempre ieri Mps, terzo istituto di credito del Paese, ha chiuso il bilancio 2014 con una perdita di oltre 5 miliardi per effetto di rettifiche su crediti per oltre 7,8 miliardi. La banca ha detto che farà un aumento fino a massimo 3 miliardi con cui coprire il target di capitale ricevuto dalla Bce e rimborsare al Tesoro oltre 1 miliardo di Monti Bond. Mps pagherà anche in azioni i 243 milioni di interessi su questi strumenti e il Tesoro diventerà azionista con una quota che analisti calcolano attorno al 10% pre aumento e circa 5 dopo la ricapitalizzazione.

Il Tesoro intanto porta avanti lo studio di uno strumento di sistema che consenta alle banche di alleggerirsi dei crediti deteriorati che assorbono capitale e riducono lo spazio di manovra per nuovi impieghi.

Da tempo il ministero dell’Economia sta esaminando “metodi di gestione dei crediti in sofferenza” e uno strumento all’interno del quale “il mercato avrà un ruolo molto importante”, come ha detto Padoan il 6 febbraio.

Una delle ipotesi a cui ha lavorato il Tesoro ruota attorno alla Sga, la società di gestione dell’attivo nata nel 1997 per salvare il banco di Napoli. Il veicolo, ricapitalizzato dallo Stato, Bankitalia, banche e Cassa depositi e prestiti (Cdp), dovrebbe emettere obbligazioni assistite da garanzia pubblica e utilizzare la raccolta per acquistare le sofferenze.

Eventuali incentivi fiscali o garanzie pubbliche potrebbero essere bloccati da Bruxelles perchè contrari alle norme Ue sulla concorrenza.

Il Mef ha definito però ormai superato questo piano..

((via Redazione Roma, reutersitaly@thomsonreuters.com, +39 06 85224245, Reuters Messaging: francesca.piscioneri.reuters.com@reuters.net))

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