2 febbraio 2015 / 12:22 / 3 anni fa

Greggio, prezzi Brent salgono sopra 55 dollari/barile,investitori accumulano

LONDRA (Reuters) - Le quotazioni del greggio riprendono a salire in un mercato che mette da parte i deboli dati cinesi sul settore manifatturiero e la notizia degli scioperi in alcune raffinerie Usa e torna a concentrarsi sul calo del numero degli impianti di trivellazione dei petrolio che evidenzia i bassi livelli di produzione.

Una raffineria petrolifera. REUTERS/Sergei Karpukhin

“Ci sono molti investitori che sono in attesa di occasioni per comprare”, dice Bjarne Schieldrop, capo analista sulle materie prime a SEB.

“Il Brent si è mosso in laterale per un po’ ma venerdì ha chiuso sopra la media mobile a 20 giorni per la prima volta dal mese di luglio, e questo ha incoraggiato gli investitori a entrare sul mercato”, aggiunge.

Intorno alle 12,40 italiane il futures Brent sale di 1,82 dollari a 54,81 dollari al barile all‘interno di un range che oggi ha visto un massimo di 55,62 dollari e un minimo di 51,41 dollari.

Il greggio Usa avanza di 1,35 dollari a 49,56 dollari al barile dopo avere toccato un massimo intraday di 50,56 dollari e un minimo di 46,67 dollari nelle contrattazioni asiatiche.

Entrambi i contratti sono saliti di circa l‘8% venerdì per effetto delle ricoperture di fine mese e dal calo settimanale record del numero di piattaforme petrolifere Usa impiegate, secondo la società Baker Hughes, attiva nei servizi petroliferi americani.

Rispetto ai picchi di ottobre, il dato sul numero di piattaforme è in calo del 24% anche se molti analisti si aspettano un‘ulteriore riduzione sulla scia del taglio delle spese delle società petrolifere.

Ieri i lavoratori di nove raffinerie e impianti chimici statunitensi sono scesi in sciopero per il rinnovo del contratto dei lavoro nazionale.

“Finora riguarda solo poche raffinerie ma l‘ultima volta che c‘è stato uno sciopero di questo tipo, nel 1980, è durato per tre mesi”, ricorda Ole Hansen, strategist senior sulle commodity a Saxo Bank.

Sul fronte macro l‘indice finale Pmi(Purchasing Managers‘Index) cinese elaborato da Markit/Hsbc per gennaio si è attestato a 49,7 su base destagionalizzata, appena sotto il livello di 50 che separa la crescita dalla contrazione.

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