26 gennaio 2015 / 08:04 / 3 anni fa

Grecia, da Europa sì a colloqui con Tsipras ma paghi debito

PARIGI (Reuters) - All‘indomani della vittoria alle politiche greche di Syriza, il partito della sinistra radicale guidato da Alexis Tsipras ostile alle politiche di rigore connesse al piano di assistenza finanziaria, dall‘Europa arrivano i primi segnali di apertura al dialogo con Atene, cui viene comunque chiesto di onorare i prestiti ricevuti da Ue, Bce e Fmi.

Due ateniesi gurdano su un maxischermo il discorso di Alexis Tsipras ai suoi sostenitori dopo la vittoria elettorale del partito della sinsitra radicale Syriza. REUTERS/Yannis Behrakis

Si esprime in questo senso il membro del comitato esecutivo della Banca centrale europea Benoit Coeuré.

“Deve pagare, sono le regole europee del gioco”, ha detto Coeuré intervistato dall‘emittente radiofonica Europe 1. “Non c‘è spazio per un‘azione unilaterale in Europa, cosa che non esclude una discussione, per esempio, sul riscadenziamento del debito”, ha aggiunto.

Il commissario europeo Guenther Oettinger sottolinea come una ristrutturazione del debito greco sarebbe un segnale negativo per altri paesi nella zona euro.

“Se tagliamo il debito alla Grecia, questo darebbe un segnale sbagliato al Portogallo o all‘Irlanda, a Cipro o alla Spagna”, ha detto il tedesco, all‘emittente radio Deutschlandfunk, sottolineando come il nuovo governo debba rispettare gli accordi con i partner della zona euro.

D‘altra parte, Oettinger ha segnalato come Bruxelles potrebbe essere più flessibile nell‘estensione di alcuni termini dei prestiti già garantiti.

“Abbiamo già mostrato qualche flessibilità sulla scadenza del debito. Abbiamo già fatto tutto il fattibile sui tassi. Questo è quello che offriamo”.

Di estensione delle scadenze dei prestiti parla il premier finlandese Alexander Stubb. “Non cancelleremo i debiti, ma siamo pronti a discutere sull‘estensione del bailout o delle scadenze...ma questo non cambia il fatto che la Grecia debba proseguire a riformare la propria economia”.

Tsipras, che ha fatto della battaglia contro le dure condizioni imposte dai creditori internazionali la propria bandiera, nelle ultime settimane ha smussato molto i toni, sottolineando la volontà di tenere la Grecia nell‘euro, ma ribadendo l‘intenzione di rinegoziare il debito greco con i partner della zona euro.

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