January 13, 2015 / 3:53 PM / 4 years ago

Fisco, accordo Svizzera-Italia rimanda questione accesso banche

MILANO (Reuters) - L’accordo fiscale tra la Svizzera e l’Italia in dirittura d’arrivo prevede l’introduzione dello scambio di informazioni su richiesta sulla base dello standard Ocse mentre viene rimandata a una fase successiva dei negoziati la questione dell’accesso al mercato italiano delle banche svizzere.

Il confine tra Italia e Svizzera sulla diga Punt dal Gall, a Zernez. REUTERS/Denis Balibouse

Lo dice a Reuters una fonte svizzera che ha potuto consultare il testo dell’accordo che i due Paesi stanno per sottoscrivere e che è attualmente in fase di “audizione” presso le associazioni economiche e territoriali elvetiche interessate in vista della firma.

Il testo prevede l’introduzione dello scambio di informazioni “su richiesta sulla base dello standard Ocse”. Sarà dunque possibile per il contribuente italiano che ha depositato su conti svizzeri capitali non dichiarati regolarizzare la posizione senza penalizzazioni aggiuntive.

La normativa italiana sulla riemersione dei capitali cosiddetta “voluntary disclosure”, cui si fa riferimento nel testo dell’accordo, prevede infatti che l’ammorbidimento delle sanzioni per il contribuente che si autodenuncia sia esteso anche a chi emerge dai paesi nelle black list italiane, come la Svizzera.

Questo purchè entro 60 giorni dall’entrata in vigore della voluntary disclosure, ovvero il 1° gennaio, venga firmato con il paese interessato un accordo su un effettivo scambio di informazioni.

Nel testo viene inoltre ricordato e riconosciuto da ambo le parti come la Svizzera sia impegnata in sede Ocse a introdurre uno scambio automatico di informazioni “in futuro”, presumibilmente nel 2018, e dunque la fine del segreto bancario che aveva permesso agli evasori italiani di nascondere in Svizzera.

In uno studio del 2011 Banca d’Italia forniva una stima prudenziale dei capitali italiani non dichiarati in Svizzera compresa tra 85 e 130 miliardi di euro.

Nel testo inoltre viene esplicitato che la questione relativa all’accesso al mercato italiano da parte delle banche svizzere, finora limitato dall’iscrizione della svizzera nelle black list italiane, viene rimandata a “una seconda fase dei negoziati”.

Infine, per quanto concerne il tema della revisione della normativa sull’imposizione fiscale dei frontalieri viene delineata una ripartizione della tassazione del reddito. Una parte verrà cioè tassata in Svizzera con le aliquote locali, l’altra in Italia con aliquote italiane.

I dettagli verranno decisi “entro la prima parte del 2015”, ma il totale dell’imposizione non dovrà essere “inferiore a quello attuale”.

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