13 gennaio 2015 / 09:14 / 3 anni fa

Italia, produzione novembre suggerisce Pil piatto in quarto trimestre

ROMA, (Reuters) - - Sorprende verso l‘alto il dato della produzione industriale italiana di novembre, possibile sintomo di un‘interruzione nell‘ultimo trimestre dell‘anno della fase di caduta del Pil e dei primi effetti benefici del netto calo dei prezzi del greggio e del cambio euro/dollaro.

Un operaio al lavoro in una fabbrica di batterie. REUTERS/Alessandro Bianchi

Secondo i dati forniti stamane da Istat, a novembre la produzione industriale ha messo a segno un incremento dello 0,3%, contro attese che si fermavano a +0,1%.

A ottobre la variazione è stata nulla, e dunque migliore della stima iniziale, che indicava una contrazione dello 0,1%.

Migliore delle attese anche la lettura a perimetro annuo, che mostra a novembre una contrazione di 1,8% da -3,0% di ottobre, mentre le previsioni erano per una flessione di 2,7%.

“Si tratta indubbiamente di un buon dato, che riduce fortemente i rischi di una nuova contrazione dell‘economia nel quarto trimestre. Ritengo pienamente compatibile la lettura di oggi con la nostra stima per un Pil piatto nel quarto trimestre”, commenta Loredana Federico, economista di UniCredit.

La stabilizzazione nella parte finale dell‘anno era stata peraltro segnalata anche dal ministro dell‘economia Pier Carlo Padoan in un‘intervista pubblicata nei giorni scorsi [ID:nL6N0UE0ET], mentre il premier Matteo Renzi ha quantificato pari allo 0,4% la flessione del Pil sull‘intero 2014, il terzo anno consecutivo di caduta. Per quest‘anno il governo proietta una crescita di 0,6%.

Tornando alla produzione industriale, in attesa dei dati relativi al complesso della zona euro, in arrivo domani, la performance italiana a novembre risulta migliore di quelle di Germania e Francia, che nello stesso mese hanno segnato rispettivamente una flessione di 0,1% e di 0,3%.

“Anche guardando il dettaglio dei singoli macrosettori, ci sono segnali di miglioramento, ad eccezione dell‘energia, che continua a viaggiare in profondo rosso, ma sappiamo che segue dinamiche proprie”, commenta Paolo Mameli di Intesa Sanpaolo.

L‘economista per l‘ultimo trimestre dell‘anno rileva qualche rischio verso l‘alto rispetto alla propria stima di una caduta del Pil pari allo 0,1%.

“Ritengo che il dato odierno possa essere un segnale dei primi effetti benefici sull‘industria italiana legati agli shock su greggio ed euro”, prosegue Mameli, riferendosi all‘indebolimento della valuta unica, vicina ai mimini da nove anni sul dollaro, e al crollo dei prezzi del petrolio.

“L‘idea è che saranno soprattutto questi due fattori a fungere da spinta all‘industria e all‘economia italiana quest‘anno”, prosegue Mameli.

Mameli prevede un ritorno alla crescita del Pil nel primo trimestre di quest‘anno. Sarebbe la prima variazione positiva dalla metà del 2011.

Per quanto riguarda la produzione industriale, gli economisti sottolineano, inoltre, come con il dato odierno sia prevedibile una riduzione del ritmo di contrazione rispetto al -1% segnato nel trimestre precedente.

Dal 2007, anno che ha segnato l‘inizio della crisi finanziaria globale, la produzione industriale italiana è calata del 25%.

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