17 dicembre 2014 / 11:34 / 3 anni fa

Greggio, prime aperture a decisione falchi Opec su no taglio produzione

LONDRA (Reuters) - I membri dell‘Opec, che hanno appoggiato la proposta di un taglio delle produzioni petrolifere nell‘ultima riunione lo scorso mese, si stanno avvicinando alle posizioni dell‘Arabia Saudita secondo cui occorre focalizzarsi sulla quota di mercato, riducendo così qualunque possibilità di un‘azione per difendere i prezzi.

Un operaio in una raffineria. REUTERS/Atef Hassan

Mentre il Venezuela - che ha fatto una campagna per il taglio nell‘ultima riunione del 27 novembre scorso - continua a chiedere misure per fare salire i prezzi, le altre nazioni che di solito appoggiano queste azioni, come Iran e i membri africani, sono stati silenti.

“Stiamo solo guardando e vendendo petrolio a qualunque prezzo”, dice un delegato di un Paese membro dell‘Opec che a novembre ha chiesto un taglio della produzione.

Questo vuol dire che c‘è una maggiore unità dietro i principali produttori del Golfo riuniti nell‘Opec che mostrano, questa settimana, di essere preparati ad attendere anche un anno per vedere una stabilizzazione del mercato, nonostante il crollo dei prezzi sotto i 60 dollari al barile, il livello più basso dal 2009.

Il calo del prezzo dai massimi raggiunti quest‘anno a 115 dollari al barile lo scorso giugno è particolarmente pesante per quei Paesi, come Venezuela, Algeria e Iran, che hanno bisogno di un prezzo sopra 100 dollari per bilanciare i loro budget, secondo le stime del Fondo monetario internazionale e di altri analisti.

Si pensava che l‘Opec avrebbe affrontato il problema lo scorso novembre tagliando la produzione, ma i produttori del Golfo, guidati dall‘Arabia Saudita, hanno respinto questa eventualità. Un delegato di un altro Paese membro Opec, che ha appoggiato la richiesta di un taglio nell‘ultima riunione, dice che qualunque azione per sostenere i prezzi dovrebbe includere anche la Russia, che non fa parte dell‘Opec, e che finora non mostra segnali di cedimento nel rifiuto di tagliare la produzione.

“Nonostante il panico, siamo d‘accordo che l‘Opec non può tagliare da solo”, sottolinea il delegato.

“I produttori stanno cercando di tirare il freno allo shale oil e questo accadrà prima o poi e stanno anche stimolando l‘economia e una domanda più elevata di petrolio e questo continuerà”, dice uno dei due delegati che evidenzia come non ci sia alcun bisogno di riunire l‘Opec prima della prossima riunione prevista a giugno.

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