8 dicembre 2014 / 11:34 / 3 anni fa

Btp debole dopo downgrade S&P, tasso 10 anni 2%, spread allarga a 124 pb

MILANO - Secondario italiano in calo dopo il downgrade del rating italiano da parte di Standard & Poor’s di venerdì sera, in una seduta che vede volumi consistenti nonostante la festività dell‘Immacolata.

Un trader a Unicredit, Milano, 13 giugno 2013. REUTERS/Alessandro Garofalo

Il pronunciamento dell‘agenzia statunitense - che ha portato il merito di credito di Roma a un solo gradino da ‘junk’ - è alla base del rialzo del rendimento del decennale, tornato in mattinata brevemente sopra il 2%, dopo i minimi storici visti la scorsa settimana e dell‘allargamento dello spread tra Btp e Bund sul tratto a 10 anni, che in tarda mattinata scambia a 124 punti base dai 118 della chiusura di venerdì.

La scorsa settimana il differenziale di rendimento tra benchmark italiani e tedeschi era sceso ai minimi dal luglio 2010 e il tasso del 10 anni aveva toccato nuovi minimi storici sulla scia delle parole di Mario Draghi a proposito del programma di ‘quantitative easing’, all‘ultimo meeting Bce.

Alla base dell‘allargamento dello spread in mattinata, il rialzo del Bund che, in quanto asset rifugio, ha beneficiato degli ulteriori segnali di rallentamento giunti dalla Cina e dal Giappone.

“L‘apertura in calo sul ‘downgrade’ di S&P ce l‘aspettavamo. I volumi sono discreti anzi, per la tipologia di giornata elevati e l‘attività della clientela è bassa, si vedono più hedge fund”, commenta un trader di una delle principali banche italiane.

A proposito del taglio del rating di S&P, Goldman Sachs in un report ha detto che la decisione “non provoca l‘uscita dei titoli italiani dai principali indici obbligazionari, né modifica il loro status nelle operazioni di rifinanziamento della Bce”. La nota della banca d‘investimento ricorda inoltre che a favore della sostenibilità della carta italiana concorrono i livelli molto bassi dei tassi di interesse dei governativi.

Dal punto di vista politico, dopo che nel fine settimana la cancelliera tedesca Angela Merkel ha definito insufficienti le riforme di Italia e Francia, oggi il protavoce del governo tedesco ha apparentemente corretto il tiro affermando che Roma è impegnata in un processo di riforme che richiede pazienza e che gode del sostgno della Cancelliera.

Un ulteriore riconoscimento all‘Italia è giunto sempre stamani dal ministro delle Finanze tedesco Wolfgang Schaeuble dall‘Eurogruppo di Bruxelles, che ha definito “notevole” la riforma del mercato del lavoro.

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