19 settembre 2014 / 07:09 / tra 3 anni

Telefonica chiude acquisto Gvt, primo tassello risiko Brasile

PARIGI/MADRID/MILANO (Reuters) - Il primo passo del risiko brasiliano delle telecomunicazioni è stato fatto con l‘accordo di oggi tra Telefonica e Vivendi su GVT, ma l‘esito del complicato puzzle sarà composto il prossimo anno e potrebbe riservare sorprese.

Il quartier generale della brasiliana GVT a Curitiba, 28 agosto, 2014. REUTERS/Rodolfo Buhrer

Grupo Oi si sta muovendo per fare un‘offerta sulla controllata di Telecom Italia, Tim Participacoes (Tim Brasil), probabilmente con la collaborazione di America Movil, che controlla Claro, mossa che potrebbe alla fine incidere anche sull‘accordo tra spagnoli e francesi.

Una volta approvate le operazioni societarie sarà infatti il Cade e quindi in ultima analisi il governo brasiliano a dettare le regole, per arrivare a un assetto che garantisca la concorrenza nel Paese e il miglioramento dei servizi.

Oggi il gruppo francese Vivendi ha firmato l‘accordo definitivo per la cessione della controllata brasiliana Gvt alla spagnola Telefonica in un‘operazione da 7,2 miliardi di euro in contanti e azioni.

Le trattative si sono chiuse in poche settimane ma l‘operazione resta condizionata al via libera delle autorità brasiliane, Cade (antitrust) e Anatel (telecomunicazioni) e Vivendi prevede di chiudere entro la prima metà del 2015.

Nell‘ambito dell‘accordo, il gruppo media francese rileverà il pacchetto dell‘8,3% dei diritti di voto in Telecom Italia in capo a Telefonica e il 7,4% della quota di Telefonica Brasil.

TELECOM ITALIA AL LAVORO SU GRUPO OI

Mentre Oi e Claro immaginano un‘offerta su Tim Brasil, il gruppo italiano sta studiando una contromossa per evitare di subire l‘iniziativa dei brasiliani.

“Di sicuro Tim Brasil e Oi faranno qualcosa, probabilmente però non hanno ancora le idee chiare su quale sarà la direzione”, dice una fonte vicina alla vicenda.

POSIZIONE DI VIVENDI IN TELECOM ITALIA-BRASILE DA ANALIZZARE

Secondo l‘attuale schema di accordo, Vivendi diventerebbe quindi il primo socio di Telecom Italia e azionista di minoranza di Telefonica Brasil (Vivo), dopo la fusione con GVT.

Sarà quindi socio indiretto di Tim Brasil e di Vivo-GVT, società concorrente, una posizione che il Cade valuterà e che in passato ha creato a Telefonica non poche complicazioni.

TELEFONICA PUO’ GIOCARE SU PIU’ TAVOLI

Il gruppo spagnolo ha chiuso di fatto l‘operazione su GVT, ma rischia di entrare anche in quella che sta studiando Grupo Oi, con l‘acquisizione di Tim Brasil.

L‘ipotesi allo studio da tempo è la cessione a pezzi di Tim Brasil ai tre operatori locali, quindi inclusa Vivo.

Anche se l‘antitrust brasiliano si convincesse della bontà di ridurre gli operatori telefonici da quattro a tre, di sicuro chiederà che venga coinvolto anche il gruppo spagnolo.

Bisognerà valutare se e come sarà compatibile l‘acquisizione di GVT con un pezzo di Tim Brasil.

TELEFONICA FUORI DA TELECOM ITALIA, MA PER ORA CONDIZIONATO

Ad oggi la partecipazione virtuale degli spagnoli in Telecom Italia al 2017 è pari a zero e il gruppo ha detto chiaramente che non intende restare socio dopo l‘acquisizione di GVT.

Ma per arrivare all‘obiettivo è necessario si verifichino una serie di eventi, che non sono garantiti.

Primo il via libera delle autorità all‘operazione con Vivendi, inclusa la parte che prevede il trasferimento delle azioni Telecom ai francesi.

Il gruppo spagnolo ha poi emesso un prestito convertendo, e quindi l‘obbligo di vendere a termine, nel 2017, una partecipazione fino al 9% del capitale di Telecom Italia, ma con clausole di riacquisto del bond anche per qualunque “ragione che non consenta il traferimento delle azioni Telecom Italia”, dice la nota Telefonica di inizio agosto.

Il gruppo ha detto che il prestito convertendo è stato emesso per far fronte alle richieste del Cade.

Telefonica, deve uscire da Telecom Italia entro la metà del prossimo anno in seguito a una decisione del Cade legata al riacquisto della quota di Portugal Telecom in Vivo, operazione che risale a qualche anno fa.

Ma per quella data Tim Brasil potrebbe non essere più di Telecom Italia e questo cancellerebbe di fatto l‘obbligo.

Al dissolvimento di Telco la sua quota nel gruppo italiano salirà da circa il 10 a circa il 15%. Ma anche su questo fronte, il convertendo e l‘accordo con i francesi dovrebbe garantire il Cade sulle buone intenzioni degli spagnoli.

(Stefano Rebaudo)

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