18 settembre 2014 / 07:14 / tra 3 anni

Borse Asia miste, pesa ancora timore su Cina

Un trader al lavoro a Mumbai. REUTERS/Danish Siddiqui

18 settembre (Reuters) - Le borse dell‘area Asia-Pacifico sono miste oggi, con Tokyo ai massimi da otto mesi e Hong Kong e Seul in netta perdita, mentre continuano a pesare lo spettro di un prossimo aumento dei tassi d‘interesse negli Stati Uniti e il rallentamento della crescita economica in Cina.

Intorno alle 8,50 italiane l‘indice Msci dell‘area Asia-Pacifico .MIAPJ0000PUS, che non comprende Tokyo, perde lo lo 0,70%.

Ieri la banca centrale statunitense ha ribadito l‘impegno a mantenere i tassi vicino allo zero per “un tempo considerevole”, ma ha indicato che potrebbe aumentare il costo del denaro più rapidamente del previsto. La Fed ha anche confermato che entro ottobre terminerà il programma di acquisto di bond e ha comunque ribadito la preoccupazione per la stagnazione del mercato del lavoro.

Ma in Asia è prevalsa un‘intepretazione più estrema delle mosse della Fed, che ha anche trascurato la lettura più soft dell‘inflazione data dalla presidente della Fed, Janet Yellen.

L‘euro è sceso ai minimi da 14 mesi, la quotazione dell‘oro è ai minimi da otto mesi mentre il dollaro è in rialzo, ai massimi di sei anni sullo yen.

“Complessivamente, percepiamo che l‘orientamento prossimo della Fed è coerente con la normalizzazione della politica nel 2015”, dice Dylan Eade, economista di ANZ. “Anche se la tempistica del primo aumento dei tassi dipende dai dati macro, continuiamo ad aspettarci che la Fomc inizierà il processo di normalizzazione nel marzo dell‘anno prossimo”.

I futures continuano a prevedere un cambiamento a giugno. Ma, quale che sia il timing, i tassi Usa sembrano certamente destinati ad aumentare, mentre le banche centrali nella zona euro e in Giappone restano legate a una politica monetaria ultra accomodante.

In altre zone dell‘Asia la reazione sul fronte dell‘equity è stata più cauta, a causa della prospettiva che i crescenti rendimenti americani potrebbero sottrarre capitali ai mercati emergenti.

I mercati restano anche in attesa dei risultati del referendum sull‘indipendenza in Scozia. Le urne hanno aperto alle 8 ora italiana, i sondaggi vedono in lieve vantaggio i no ma gli indecisi sono ancora parecchi.

HONG KONG perde oltre l‘1% ed è la peggiore piazza della regione. Prada (1913.HK) lascia sul campo quasi il 2%.

“Per Hong Kong, l‘impatto negativo viene soprattutto dall‘economia cinese”, dice Linus Yip, strategist di First Shanghai Securities. “Se la Cina continentale non va bene, il flusso di alcuni fondi non sarà così forte come nei mesi scorsi... dunque il mercato di Hong Kong è ancora in calo”.

La notizia comparsa ieri di un‘iniezione da 500 miliardi di yuan nelle cinque principali banche del Paese da parte della banca centrale cinese hanno comunque dato una spinta ai titoli bancari.

SEUL ha chiuso in calo dello 0,72%, trascinata al ribasso da Hyundai (005380.KS) e dalle sue controllate. La casa automobilistica ha reso noto che pagherà l‘equivalente di oltre 7,7 miliardi di euro per un lotto di terreno nella capitale, dove ha in progetto di costruire la nuova sede mondiale.

MUMBAI guadagna circa l‘1,3% nella seconda giornata consecutiva di rialzi. Secondo i trader l‘India risente meno della volatilità legata alle decisioni della Fed grazie al miglioramento della propria economia.

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