12 settembre 2014 / 06:40 / tra 3 anni

Bce sostiene piano Juncker, chiede sforzo congiunto per investimenti - Draghi

MILANO (Reuters) - La Bce e i governi dell‘area dell‘euro devono muoversi di pari passo: solo così sarà possibile un recupero degli investimenti.

Il numero uno della Bce Mario Draghi. REUTERS/Kai Pfaffenbach

A dirlo è Mario Draghi che, sette giorni dopo le ulteriori misure espansive della Bce, esprime il suo pieno sostegno al piano di Jean Claude Juncker per un mercato unico dei capitali e il suo apprezzamento per la proposta della Commissione europea e dell‘attuale presidente dell‘Ecofin Pier Carlo Padoan per un ampliamento delle fonti di finanziamento a disposizione delle imprese.

Francoforte, dice nel suo intervento alla cena organizzata da Eurofi, non farà mancare il suo appoggio. “Il consiglio direttivo è pronto a intervenire ulteriormente, se necessario, in conformità con il suo mandato di mantenere la stabilità dei prezzi” spiega Draghi a testimonianza di un perdurante contributo della politica monetaria di fronte alle difficoltà dell‘economia continentale.

Non solo, a fianco della consueta richiesta di ridurre tasse e spesa improduttiva, Draghi sottolinea che “può essere utile aprire il dibattito sull‘orientamento complessivo delle politiche di bilancio nell‘area dell‘euro, in vista di incrementare gli investimenti pubblici laddove esiste margine di bilancio”. E in questa direzione esprime apprezzamento per il pacchetto da 300 miliardi di euro di investimenti annunciato due mesi fa dal nuovo presidente della Commissione europea.

Ai governi, sia a livello nazionale che europeo, il presidente della Bce chiede poi di concorrere a rilanciare gli investimenti delle imprese anche attraverso un contesto di regole più favorevole alla crescita economica e a un accesso delle imprese a fonti di finanziamento più diversificate.

“La creazione di un‘unione dei mercati dei capitali potrebbe contribuire a questo scopo e al tempo stesso aiutare a superare la frammentazione che rimane nei mercati finanziari” commenta.

Dal 2008 nell‘area dell‘euro gli investimenti delle imprese hanno mostrato soltanto un lieve miglioramento, mentre negli Stati Uniti hanno ormai superato il livello anteriore alla crisi.

La Bce chiede di superare la concentrazione dei finanziamenti nel canale bancario, concentrazione che durante la crisi ha mostrato i suoi limiti. “Occorre quindi sviluppare anche fonti di finanziamento alternative affidabili, quali i mercati azionari e obbligazionari, la cartolarizzazione, l‘attività di prestito delle compagnie di assicurazione e degli asset manager, il venture capital e il crowdfunding” sottolinea Draghi alla vigilia della riunione informale di ministri delle Finanze e banchieri centrali della zona euro che avranno il tema degli investimenti tra quelli al centro del loro confronto.

Accanto a questa varietà di fonti la Bce chiede di ricreare le condizioni per un mercato delle cartolarizzazioni, questa volta “semplici, trasparenti e reali”. In questo modo “le banche potrebbero così continuare a generare prestiti, soprattutto a favore delle piccole e medie imprese, preservando nel contempo la propria capacità di bilancio” dice Draghi.

In tema di mercato di beni e servizi e del lavoro la Banca centrale europea chiede di ridurre le divergenze nella direzione di minori rigidità e di minori barriere all‘entrata per non ostacolare lo spirito imprenditoriale. E cita l‘esempio positivo della Spagna. “Nell‘area dell‘euro la convergenza verso le migliori prassi darebbe luogo a radicali miglioramenti del contesto in cui operano le imprese. La Spagna offre un esempio incoraggiante al riguardo .. si prevede che registri una ripresa degli investimenti vigorosa nei prossimi due anni, soprattutto per effetto di una combinazione di riforme favorevoli alle imprese e di una riduzione delle imposte sui redditi delle persone fisiche e delle società”.

(Luca Trogni)

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