10 settembre 2014 / 14:53 / tra 3 anni

Immobili, studio: "ripresa di cristallo" in Europa, rischio deflazione

MILANO (Reuters) - Una ripresa vigorosa del mercato immobiliare non è all‘orizzonte né in Europa né, a maggior ragione, in Italia e quello che ci si può aspettare nei prossimi anni è tutt‘al più una sostanziale stabilità.

E’ quanto sostiene il presidente di Scenari Immobiliari Mario Breglia che parla di “ripresa di cristallo” per sottolineare la fragilità del miglioramento atteso per il 2015 e il 2016.

La minaccia più grande è la deflazione che, in particolare nel mercato immobiliare, uccide lo stimolo speculativo all‘acquisto.

“Quello che emerge dal nostro studio è che dalla crisi non è fuori nessuno. Sono un paio d‘anni che ci si aspetta per l‘anno successivo una ripresa che poi non è arrivata. Di fatto nei paesi europei non c‘è una propensione alla crescita del settore immobiliare, che se tutto va bene è stagnante”, ha dichiarato Breglia presentando il rapporto European outlook 2015.

Per il 2014 il centro studi stima un incremento del fatturato immobiliare dello 0,9% nell‘area euro con +1,5% in Germania e -0,4% in Francia (fuori euro trainante la la Gran Bretagna con +2,4%). Per il 2015 è atteso un +2,4% nell‘area della moneta unica con un ritorno al segno più anche della Francia.

In Italia è atteso un fatturato ancora in lieve calo (-0,2%) quest‘anno, anche se le compravendite nel residenziale dovrebbero salire leggermente a 420.000 dalle circa 400.000 del 2013: sempre comunque su minimi pluriennali se si pensa che nel 2007 erano 800.000.

“Il nostro paese soffre di più perché gli indicatori economici sono peggiori e per le politiche fiscali sulla casa, confuse e percepite sostanzialmente come penalizzanti”, ha detto Breglia.

A questo, ha proseguito, si aggiunge l‘atteggiamento più restrittivo delle banche nella concessione di mutui (nonostante i segnali di miglioramento che però non cambiano sostanzialmente il mercato) che ha tagliato fuori intere fasce di potenziali acquirenti come gli immigrati - uno dei motori del boom tra 2000 e 2008 - e i giovani, cioè le categorie prive di un patrimonio proprio per coprire buona parte dell‘acquisto.

Il risultato è che ci sono circa 200.000 case nuove invendute e uno stock di 500.000 immobili usati sul mercato che non trovano acquirente. Per contro non si arriva a 100.000 affitti nuovi l‘anno nonostate ci siano molte persone in cerca perché escluse dal mercato dell‘acquisto.

Sarebbe d‘aiuto, secondo Breglia, una legge sul modello francese che incentivi l‘acquisto di immobili da affittare a prezzi calmierati.

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