6 settembre 2014 / 16:03 / tra 3 anni

UniCredit conferma target netto 2014 2 miliardi malgrado Pil Italia

CERNOBBIO (Reuters) - UniCredit conferma il target di 2 miliardi di utile netto per il 2014 malgrado i numeri sotto le attese del Pil italiano del secondo trimestre e guarda con fiducia all‘esito degli aqr e degli stress test europei.

Il grattacielo Unicredit a Milano. REUTERS/Alessandro Garofalo

Lo ha detto il Ceo Federico Ghizzoni in un‘intervista a Reuters.

“Anch‘io mi aspettavo numeri migliori [del Pil] ma non è così diverso dalle nostre stime, non ha così tanto impatto. Siamo ancora fiduciosi sui nostri obiettivi”, ha detto Ghizzoni.

Nel secondo trimestre il Pil italiano è calato dello 0,2% in termini congiunturali.

Ghizzoni ha poi sottolineato fiducia nell‘esito degli esercizi europei, che sarà diffuso il prossimo 17 ottobre e che riguarda 15 banche italiane. “Per quanto ci riguarda siamo fiduciosi. Abbiamo fatto un lungo percorso di ristrutturazione in passato e guardiamo ai test con fiducia”, ha detto il banchiere.

“Per il sistema bancario italiano - ha aggiunto - non ci aspettiamo problemi a livello sistemico. Poi non si può dire che tutte le banche italiane passeranno il test, ovviamente è possibile ma non ho abbastanza informazioni in merito”.

Ghizzoni non ha poi commentato i continui rumors sulla possibile vendita di Pioneer. “Ripeto quanto ho sempre detto: se ci sarà un partner o una proposta che aiuta o accelera la crescita di Pioneer la valuteremo, ma non commentiamo quanto appare costantemente sui quotidiani”, ha detto.

A fine luglio una fonte vicina al dossier aveva indicato a Reuters una valorizzazione di Pioneer intorno ai 2 miliardi di euro e aveva riferito di tre offerte vincolanti. Il Messaggero di oggi parla di Santander e dei fondi CVC Credit Partners con Deutsche Bank e il fondo sovrano di Singapore Gic e Advent Capital Management in abbinata con Goldman Sachs.

Una fonte vicina al dossier conferma la tripletta dei possibili partner ma ritiene difficile che una decisione possa essere presa già a settembre.

Ghizzoni ha poi ribadito che la Russia non costituisce un problema per la banca del gruppo. “La banca è estremamente solida e i fondamentali sono senza dubbio forti”, ha detto.

“L‘impatto immediato in termini di ricavi è limitato. La questione è l‘impatto delle sanzioni sulla crescita in Europa e probabilmente ci sarà e dobbiamo capire come questo impatterà sul settore bancario e su di noi”, ha aggiunto. “Detto questo se guardo al margine di interesse che a luglio ha fatto +18% anno su anno penso che possiamo gestire la situazione”.

Per ciò che riguarda il governo Renzi, “il giudizio non è negativo”, ha detto Ghizzoni. “Penso stia affrontando una situazione molto difficile e hanno già preso una serie di misure ma c‘è bisogno di un‘ulteriore accelerazione e la cosa più urgente è il lavoro”, ha concluso.

- hanno collaborato Paola Arosio e Gianluca Semeraro

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