5 settembre 2014 / 08:19 / 3 anni fa

Euro a minimi da 14 mesi su dollaro in scia a Bce, attesi dati Usa

LONDRA (Reuters) - L‘euro galleggia sui minimi da 14 mesi nei confronti del dollaro, toccati ieri a seguito delle nuove misure espansive annunciate a sorpresa dalla Bce che, oltre al taglio dei tassi, ha lanciato un programma di acquisto di cartolarizzazioni e covered bond.

Euro in mazzette da diversi tagli. REUTERS/Tobias Schwarz

Ma in conferenza stampa il presidente Mario Draghi ha parlato esplicitamente di un dibattito - con molti governatori favorevoli all‘interno del board della banca centrale - su un più ampio programma di acquisto asset, che lascia intravvedere all‘orizzonte un vero e proprio ‘quantitative easing’ anche nella zona euro: una prospettiva dunque di segno ancor più espansivo rispetto a quanto finora prezzato dalle attese di mercato, che mette ulteriormente sotto pressione la valuta unica.

A metà mattina l‘euro/dollaro scambia appena sopra il minimo intraday di 1,2923, livello a sua volta assai prossimo al minimo di 1,2920 toccato nella seduta di ieri.

Nei confronti dello yen l‘euro scambia stamane poco sopra quota 136, dopo essere sceso ieri fino a 135,99, in vista dei minimi di inizio agosto.

“Ora la Bce ha margini di manovra limitati sui tassi, quindi penso che dove troverà gli spazi maggiori, in termini di espansione monetaria e attraverso un tasso di cambio più debole” spiega lo strategist di Barclays Mitul Kotecha. “Credo che la Bce sta calibrando le sue politiche in modo che la valuta sia più debole e ritengo ci siano senz‘altro ampi margini per un ulteriore discesa dell‘euro”.

Nel corso della seduta un importante ‘market mover’ saranno comunque i dati sul mercato del lavoro Usa in uscita nel primo pomeriggio, insieme ai possibili sviluppi della crisi ucraina, da cui dovrebbe arrivare oggi l‘accordo per un cessate il fuoco.

Dati migliori delle attese sul fronte dei ‘payroll’ Usa - che confermino le buone indicazioni che stanno giungendo dagli ultimi dati economici da oltreoceano, non solo dal mercato del lavoro - potrebbe riaccendere la speculazione su un anticipo dei tempi del rialzo del costo del denaro da parte della Fed, attualmente previsto attorno a metà 2015.

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