12 agosto 2014 / 13:22 / 3 anni fa

Fiat non modificherà limite 500 milioni per recesso

MILANO (Reuters) - Fiat FIA.MI non ha nessuna intenzione di modificare il limite di 500 milioni di euro a cui è subordinata l‘operazione di fusione con Chrysler ma, nel caso di superamento, potrebbe riavviare il processo basato su un nuovo valore di liquidazione, che potrebbe risultare più conveniente.

L'Ad di Fiat Chrysler Sergio Marchionne alla sede di Chrysler ad Auburn Hills, Michigan, 6 maggio 2014. REUTERS/Rebecca Cook

In una nota il portavoce della casa automobilistica infatti smentisce le voci secondo le quali potrebbe essere convocata un‘assemblea straordinaria per rinunciare o elevare il limite di 500 milioni di euro se tale limite fosse superato e sottolinea che Fiat “non ha alcuna intenzione né di rinunciare a tale limite, né di elevarlo”.

Se le richieste di recesso dovessero infatti superare il tetto di 500 milioni - evento che si avvererebbe se oltre il 5% del capitale presentasse domanda - la fusione approvata a inizio mese dalla maggioranza dell‘assemblea dei soci verrebbe meno.

“Se il limite fosse superato e la società decidesse di convocare una nuova assemblea straordinaria, l‘assemblea potrebbe semplicemente approvare un nuovo progetto di fusione, il che condurrebbe alla fissazione di un nuovo prezzo del recesso sulla base, secondo le norme applicabili, del più recente corso del titolo e ridurrebbe gli esborsi per la società”, continua la nota.

Il valore di liquidazione (attualmente pari a 7,727 euro) è infatti calcolato come la media aritmetica del prezzo di chiusura nei sei mesi che hanno preceduto la pubblicazione dell‘avviso di convocazione dell‘assemblea straordinaria, pubblicato il 2 luglio scorso.

Per rendere l‘idea, il titolo Fiat da inizio luglio alla chiusura di ieri ha ceduto circa il 6%, rispetto a un calo dell‘indice FTSE Mib di oltre il 9%.

Sui timori di un elevato numero di recessi nei giorni scorsi il titolo aveva registrato decisi ribassi, che però ha poi in gran parte recuperato.

Oggi Repubblica titolava “Fiat pronta ad alzare il tetto dei recessi per mandare in porto la fusione con Chrysler”, spiegando che sarebbe “possibile un‘assemblea straordinaria che aumenterebbe il limite dei 500 milioni”.

Il quotidiano prendeva spunto dai chiarimenti sul diritto di recesso dati ieri da Fiat.

“Tale condizione sospensiva (il tetto dei 500 milioni, ndr) non può essere rinunciata dalla società se non attraverso un altro voto degli azionisti formulato in una assemblea straordinaria convocata a tale fine. Questa assemblea potrebbe adottare, in luogo della rinuncia di cui sopra, un nuovo progetto di fusione che, previa approvazione del Consiglio di Amministrazione e subordinatamente a taluni ulteriori adempimenti, revocherebbe la precedente delibera determinando un nuovo prezzo di liquidazione da recesso”, spiegava il comunicato pubblicato ieri.

In realtà l‘AD Sergio Marchionne ha più volte ribadito l‘intenzione di andare avanti e spiegato che non intende spendere oltre 500 milioni.

Nella conference call sui risultati di Chrysler Marchionene aveva già spiegato che una modifica del limite avrebbe richiesto il voto da parte dell‘assemblea ma che in questo caso avrebbe preferito riavviare il processo.

“Se questo succedesse allora il processo ripartirebbe da zero ... e ci sarebbe un nuovo prezzo di recesso associato”, aveva spiegato.

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