31 luglio 2014 / 06:49 / tra 3 anni

Generali, sale utile operativo in secondo trimestre, verso completamento target piano

MILANO (Reuters) - Generali migliora il risultato operativo nel secondo trimestre a 1,25 miliardi da 1,04 lo scorso anno mentre viene già superato il target 2015 di Solvency I a 162%, con una eccedenza di 11,2 miliardi. Un valore che sale a 164% considerando la vendita di Bsi e l‘acquisizione di GPH e che continuerà a migliorare il prossimo anno.

L'emblema delle Assicurazioni Generali. REUTERS/Stefano Rellandini

Non più vincolata a un payout del 40% per rimpinguare il patrimonio, la compagnia annuncerà una nuova politica di dividendo migliorativa mentre anche l‘ultimo obiettivo del piano, quello di un Roe al 13% a fine 2015, potrebbe essere centrato in anticipo, ha detto il Ceo Mario Greco in un briefing con la stampa.

Troppo presto però, ha sottolineato, per anticipare dei numeri.

TITOLO FORTE IN MERCATO PIATTO

“Risultato operativo meglio del consensus”, commenta lapidaria la morning note di ICBPI. Il mercato conferma il parere con un rialzo del titolo alle 13,30 di quasi 2,5% a 15,69 euro a fronte di un indice in deciso calo.

Se il risultato operativo cresce per il taglio dei costi e la ristrutturazione dei prodotti, l‘utile netto del secondo trimestre risente di alcune voci one-off e scende a 416 milioni da 478. Sul netto influiscono negativamente l‘impairment della compagnia russa Ingosstrakh (190 milioni, dovuti principalmente alla svalutazione del rublo e alla situazione del ramo auto nel paese) e la minusvalenza dalla cessione di BSI per 113 milioni. Durante la conference call con gli analisti, Greco e Minali hanno spiegato che non ci sono piani particolari sulla partecipata in Russia.

Molte domande anche su BSI, la cui vendita lascia in eredità a Generali la multa che, come a molte altre banche svizzere, gli Usa si apprestano a comminare. Il top management ha osservato che l‘entità della sanzione non è quantificabile e quindi non sono stati accantonati dei fondi, ma “non avrà impatto sulla nostra politica di dividendo”.

Generali ha anche annunciato un Investor Day a novembre con focus sulle principali aree di business: CEE, Italia, Francia e Germania

PREMI SALGONO NEL VITA

I premi lordi nei sei mesi al 30 giugno salgono a 35,36 miliardi, +3,4%, di cui 24,19 nel vita (+5,4%), e 11,17 nel ramo danni (-0,7%). Nel vita il risultato operativo del semestre supera 1,5 miliardi (+4,8%) grazie al contenimento delle spese di gestione e alla positiva gestione finanziaria. Nel ramo danni il risultato operativo del semestre supera il miliardo (+14,8%).

Il combined ratio, si legge in una nota, si attesta a 92,8%, in miglioramento di 1,8 pp, rispetto a un consensus del mercato a 93,7%. Gli eventi catastrofali di quest‘anno hanno inciso per un punto e mezzo di combined ratio, un dato che Greco e il Cfo Alberto Minali considerano “relativamente positivo” se si considera lo scorso anno l‘incidenza di questi eventi sul combined ratio ha superato i due punti.

Il segmento finanziario vede un risultato operativo in crescita di 15,8% a 226 milioni, spinto dalla buona performance di Banca Generali.

Il patrimonio netto di gruppo sale a 22,1 miliardi, in crescita di 11,9%.

RAMO DANNI COMPETITIVO

Per la seconda parte del 2014 l‘evoluzione della raccolta vita è vista positiva con focus “alla politica sottoscrittiva e sul valore dei prodotti”. Nel ramo danni, l‘obiettivo strategico di incrementare il suo contributo ai risultati del gruppo potrebbe risentire della concorrenza sul mercato, mentre proseguono le azioni volte a migliorare l‘efficienza operativa nella sottoscrizione dei contratti e nella gestione dei sinistri.

Continuerà in corso d‘anno l‘alleggerimento del portafoglio di titoli di stato italiani che finora si è ridotto del 4% da fine 2012 a 56,2 miliardi per una scelta di diversificazione del portafoglio.

Greco agli analisti ha detto inoltre di non vedere opportunità di operazioni di m&a. “Non vedo acquisizioni rilevanti all‘orizzonte nè nei prossimi trimestri e anche nel giro di un anno”.

Non sembra poi profilarsi un futuro di erogazione del credito alle imprese, possibilità inserita per le assicurazioni in un decreto del governo in attesa di conversione.

“Non faremo credito alle imprese perché non siamo capaci, non diventeremo mai competenti come le banche. Le assicurazioni possono contribuire con il finanaziamento di progetti infrastrutturali, partecipando a progetti di medio credito”, per Greco.

Per il testo integrale del comunicato diffuso dalla società i clienti Reuters possono cliccare su

(Paola Arosio)

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