30 luglio 2014 / 14:03 / tra 3 anni

Eni, Crocetta: solo 250 mln per riconversione Gela, piano irricevibile

Rosario Crocetta presidente della Regione Sicilia. REUTERS/Max Rossi

ROMA (Reuters) - Eni propone un investimento di 250 milioni a Gela per riconvertire la raffineria siciliana alla produzione di bio carburante, mantenendo al lavoro 250 persone sulle 970 attuali.

Lo ha detto il presidente della Regione Sicilia Rosario Crocetta in una pausa del tavolo in corso al ministero dello Sviluppo economico, giudicando irricevibile la proposta.

Un anno fa Eni aveva annunciato per Gela un investimento di 750 milioni.

“L‘Eni balbetta, parla di bonifiche che dovrebbero riguardare, su 340 ettari, solo 40. Parla di chiusura delle raffinerie e di un impianto di biocarburante con un investimento di 250 milioni e occuperebbe 250 persone”, ha detto il presidente, che è stato anche sindaco di Gela.

“Parliamo in realtà di un piano che chiude nettamente e pretende che la Sicilia autorizzi i pozzi di petrolio e continui quindi massicciamente l‘attività estrattiva per poi portare altrove questo”.

“Il governo sta ancora ascoltando ma la mia linea sarà netta, di respingimento di tutte queste proposte e sto pensando di rivedere se interrompere il tavolo di confronto sui pozzi di petrolio”, ha aggiunto Crocetta.

Attualmente a Gela sono impiegate 970 persone, 3.500 compreso l‘indotto. Fino a ieri l‘azienda ha sostenuto che saranno investiti due miliardi per la riconversione della raffineria nella produzione di bio-diesel senza licenziare nessun dipendente.

Secondo quanto riferito dai sindacati, oggi l‘azienda ha riconfermato l‘investimento nell‘area di Gela per poco più di 2 miliardi dettagliandone la ripartizione.

Si tratta di 1,8 miliardi per aumentare la produzione di gas in Sicilia (l‘obiettivo è soddisfare il 20% del fabbisogno di gas in Italia), ottimizzare i campi offshore e per la ricerca di nuovi campi di gas. L‘azienda ha confermato quanto riferito da Crocetta che per la riconversione a bio carburante saranno investiti 250 milioni e ulteriori 200 saranno destinati alla bonifica del territorio.

Sempre secondo i sindacati, Eni ha annunciato che per la riconversione saranno impiegati 320 lavoratori, mentre 300 saranno destinati allo sviluppo del circuito upstream, 130 al savety center e 40 alla bonifica.

Eni non ha detto nulla sul destino degli impiegati nell‘indotto. Domani l‘ad del gruppo Claudio Descalzi dovrebbe presentare il piano industriale.

I lavoratori impiegati nella raffinazione di petrolio sono in totale 30.000 in Italia.

Al tavolo di oggi sono presenti il ministro Federica Guidi, il viceministro Claudio De Vincenti, le sigle sindacali (con i segretari generali di categoria: Paolo Pirani di Uiltec-UIL, Emilio Miceli di Filctem Cgil, Sergio Gigli di Fema Cisl), il presidente Crocetta, presidente della Regione Sicilia, il Chief Corporate Operations Officer di Eni Salvatore Sardo, il responsabile risorse umane Davide Calabrò e Domenico Elefante, capo raffineria di Eni, nonché Angelo Fasulo, sindaco di Gela.

(Francesca Piscioneri)

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