24 luglio 2014 / 11:30 / 3 anni fa

Btp invariati ma spread sotto 160 su calo Bund dopo Pmi zona euro

MILANO (Reuters) - Btp praticamente fermi in un mercato che vede questa mattina qualche vendita sull‘obbligazionario tedesco, a seguito della pubblicazione dei Pmi preliminari di luglio.

Se i dati francesi hanno deluso, quelli relativi a zona euro e Germania sono risultati migliori delle attese allentando, anche se probabilmente solo in maniera parziale, i timori per un complessivo rallentamento della già fragile ripresa dell‘area, alimentati da numerose indicazioni recenti.

Il mercato mantiene comunque un tono di fondo positivo e per ora sta superando indenne la fiammata di tensioni internazionali accesasi la settimana scorsa con l‘abbattimento del volo Malyisian Airlines e con l‘intervento di Israele a Gaza. I rendimenti si confermano sui minimi lungo tutta la curva italiana e in generale periferica.

“Stamattina abbiamo visto vendite da investitori italiani, che realizzano qualche profitto, e acquisti dagli esteri, che sono sottopesati su Italia e quindi rientrano” afferma il trader di banca milanese, che per la seduta odierna parla di volumi “discreti”.

Su piattaforma Tradeweb, a fine mattinata il differenziale di rendimento tra Btp e Bund decennali si trova a 157 punti base: la flessione dei bond ‘core’ permette il restringimento dello spread dai 160 pb della chiusura di ieri.

RENDIMENTI SUI MINIMI

Il tasso a 10 anni italiano appare complessivamente stabile poco sopra il minino dall‘introduzione dell‘euro (per il nuovo benchmark settembre 2024) del 2,72%.

Ieri il Tesoro, insieme ai primi dettagli sulle aste della prossima settimana, ha annunciato la cancellazione dei collocamenti a medio lungo del prossimo 13 agosto e di indicizzati del 26 “in considerazione dell‘ampia disponibilità di cassa”.

“Qualcuno non si aspettava il taglio delle aste di agosto, anche se sinceramente non so perché visto che il Tesoro è obiettivamente piuttosto avanti con la raccolta”, prosegue il trader.

Considerando le ultime aste di inizio luglio, ad oggi il Tesoro ha soddisfatto circa il 62% delle esigenze di finanziamento previste per quest‘anno.

“Comunque sia, il 3 anni, il 7 anni e l‘extra lungo non verranno più offerti fino a metà settembre, e questo fa scattare qualche ricopertura, garantendo sostegno specifico su queste scadenze”, aggiunge.

Nel pomeriggio sono attese nuove indicazioni macroeconomiche sull‘Europa (e sull‘Italia) dal Fmi, che fornirà gli aggiornamenti delle stime del World Economic Outlook.

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