14 luglio 2014 / 07:25 / 3 anni fa

Btp poco mossi a metà seduta tra dati deboli e tensioni Medio Oriente

MILANO (Reuters) - Prezzi e rendimenti poco distanti dalla chiusura precedente sul secondario dei Btp, tra scambi dai volumi sottili tipici del periodo estivo in cui la volatilità resta finora ridotta al minimo.

Un trader di Unicredit al lavoro nella sua postazione di Milano. La foto è del giugno 2013. REUTERS/Alessandro Garofalo

A riprova delle condizioni di affaticamento dell‘economia reale i numeri sulla produzione industriale europea di maggio, un decimo meno peggio delle attese ma pur sempre in caduta di 1,1% su aprile.

Sullo sfondo il clima geopolitico tutto tranne che sereno, in primissimo piano la situazione di Gaza, dove dopo sette giorni di scontri il bilancio delle vittime palestinesi è di circa 170 morti, principalmente civili.

Il grado di relativa tranquillità nell‘attuale percezione degli investitori della crisi mediorientale si giudica comunque dai livelli assoluti dei prezzi, con i benchmark tedeschi in modesto calo e la forbice di rendimento Btp/Bund IT10DE10=TWEB ferma in area 170 punti base.

“Nulla in particolare da segnalare: dopo le anticipazioni dei singoli paesi il crollo delle produzione di maggio era ampiamente nei prezzi né per il momento sembra che le notizie da Israele stiano particolarmente innervosendo i mercati” sintetizza un trader.

Viaggiano intanto in positivo gli indici di borsa, confortati dalla scommessa di una ripresa di ‘M&A’ nel settore farmaceutico dopo la vistosa correzione della scorsa settimana innescata dai timori sul Banco Espirito Santo.

L‘attesa degli investitori si sposta intanto sull‘audizione trimestrale di Draghi al comitato per gli Affari economici e monetari del parlamento Ue. Dal banchiere centrale europeo si prevedono toni perfettamente in linea a quelli dell‘ultimo consiglio sui tassi, con la rassicurazione che la Bce è disponibile in caso di necessità anche a stampare moneta, per quanto l‘ipotesi sia decisamente malvista dai ‘falchi’ secondo cui le misure finora messe a punto sono più che sufficienti a far ripartire crescita e inflazione.

Secondo il presidente Bundesbank, intervenuto sabato, la Bce dovrebbe operare il prima possibile una stretta della politica monetaria, dal momento che ora i tassi d‘interesse sono eccessivamente bassi per l‘economia tedesca.

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