11 luglio 2014 / 10:39 / 3 anni fa

Btp misti a metà seduta, asta interamente collocata ma domanda più debole

MILANO - Impostazione contrastata ma prevalentemente ribassista per il secondario italiano, che non riesce ad approfittare del clima relativamente più sereno sui periferici dopo le rassicurazioni della banca centrale e del premier portoghese su Banco Espirito Santo.

Un trader di Unicredit al lavoro nella sua postazione di Milano, nel giugno 2013. REUTERS/Alessandro Garofalo

Ad appesantire i Btp rispetto alle controparti europee è in primo luogo il pesante impegno sul fronte dell‘offerta, con il collocamento a medio-lungo di metà mese sui tre, 7 e 15 anni che ha comportato l‘assegnazione di massimi 7,5 miliardi ma una copertura meno brillante del consueto.

Specchio delle condizioni di salute dell‘obbligazionario come di consueto il premio di rendimento del decennale sull‘analoga scadenza Bund, indicato su piattaforma TradeWeb poco oltre 170 punti base non lontano dai massimi da fine maggio.

Tornando all‘asta, va comunque sottolineato il nuovo minimo dall‘introduzione dell‘euro per i tassi sui titoli a tre e quindici anni, mentre il rendimento lordo del 7 anni mostra un rialzo di 5 centesimi rispetto a metà giugno.

Altrettanto rilevante del resto la discesa del rapporto bid-to-cover, passato da 1,63 a 1,49 sul tre anni e da 1,42 a 1,35 sul sette, mentre la domanda è 1,42 volte l‘offerta sul titolo 1 marzo 2030.

“Un‘asta non brillante, il tre anni e il quindici anni sono usciti sotto il mercato, il sette anni più o meno in linea” commenta l‘analista Mizuho Riccardo Narbieri.

“I timori sul Banco Espirito Santo non hanno alcuna correlazione diretta con l‘Italia, ma mettono in luce una serie di rischi sui sistemi bancari che forse sono stati sottovalutati in questi mesi” aggiunge.

“Un risultato discreto ma non entusiasmante. Guardando al movimento del mercato questa mattina poteva andare meglio sul fronte della domanda, anche perché il Btp a 15 anni viaggiava a tassi negativi fino a -4% sul repo, il sette anni era piuttosto ‘cheap’ e il tre anni è coperto dall‘ombrello Ltro, che permette di operare in ‘carry trade’ fino ai quattro anni” di fatto concorda Marco Brancolini di Rbs.

Anche la nota quotidiana dell‘ufficio studi UniCredit si sofferma naturalmente sulle ricadute negative che il nervosismo sul Portogallo esercita su Italia e Spagna, parlando di pressione finora relativamente moderata ma non per questo legata ai fondamentali dunque giustificabili.

Per gli investitori in governativi e borse i riflettori restano comunque puntati sul delicato dossier del Banco portoghese, impegnato questa mattina a tranquillizzare i mercati sottolineando soprattutto un‘esposizione relativamente contenuta alle attività della famiglia Espirito Santo.

“Nel brevissimo termine mi aspetto ancora nervosismo legato alla delicata situazione Bes, dalla conseguente pressione sui rendimenti portoghesi. L‘andamento di Spagna e Italia dovrebbe però a breve sganciarsi e anche sullo stesso Portogallo la nostra visione di medio-termine resta positiva” conclude Brancolini.

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