2 luglio 2014 / 13:53 / tra 3 anni

Sisal, punta a Borsa il 18/7, proventi aumento soprattutto per ridurre debito

MILANO (Reuters) - Sisal, che si prepara a sbarcare in Borsa il prossimo 18 luglio con un‘opvs, prevede di tornare in utile il prossimo anno e utilizzerà i proventi dell‘aumento di capitale per due terzi per rimborsare parte delle linee con gli istituti di credito e per il resto per perseguire le proprie strategie, inclusa la crescita per linee esterne.

Un trader controlla l'andamento del mercato sui monitor della sua postazione. REUTERS/Alessandro Garofalo

E’ quanto spiegato dai vertici del gruppo specializzato nei giochi e dei servizi a pagamento, che oggi ha lanciato l‘offerta per gli investitori istituzionali (90% del totale), mentre domani partirà con quella dedicata al retail.

Ieri, a seguito del via libera di Consob, la società ha fissato la forchetta di prezzo indicativa a 6,30-7,70 euro. Saranno offerte 77,5 milioni di azioni, pari al 59,16% della società, per poco più di un terzo derivanti da un aumento di capitale e per due terzi circa dalla vendita da parte dei tre fondi di private equity azionisti (Permira, Apax e Clessidra), riuniti in Gaming Invest. L‘offerta potrebbe valere fino a un massimo di 579 milioni di euro (al netto delle commissioni) e valorizzare la società post aumento fino a circa 1 miliardo.

“I proventi dell‘aumento serviranno per rimborsare parte dell‘indebitamento finanziario e per proseguire le strategie dell‘azienda, anche attraverso la crescita per linee esterne”, ha spiegato l‘amministratore delegato Emilio Petrone.

Gaming Invest utilizzerà invece i proventi della vendita delle proprie azioni per rimborsare il proprio indebitamento finanziario, mentre annullerà i propri crediti verso la futura quotanda per 461 milioni. A questo proposito nel prospetto si sottolinea che se Gaming Invest non riuscisse a raccogliere almeno 291 milioni di euro, somma necessaria per rimborsare l‘indebitamento finanziario legato ad alcuni contratti, l‘offerta sarà ritirata. Stessa sorte subirà l‘operazione nel caso un cui il debt cover per il gruppo unitamente a Gaming Invest sia superiore a 4.

Nella parte sui rischi del prospetto informativo si sottolinea l‘alto indebitamento finaziario del gruppo, che al 31 marzo 2014 era pari a 1,218 miliardi, corrispondente a un net leverage di 6,1.

Con l‘annullamento del debito verso la controllante Gaming vest, l‘indebitamento si ridurrebbe a 753 milioni. Un tale passaggio porterebbe inoltre il patrimonio netto, ora negativo per 51,8 milioni, a una posizione positiva per 409,2 milioni, spiega il prospetto.

Solo se verrà portato a compimento l‘aumento di capitale, si procederà a un ulteriore riduzione del debito con il rimborso di parte delle linee di credito e secondo il managemnt il rapporto di leverage potrebbe arrivare a 2,4-2,6 volte.

“Peraltro, anche a seguito di un Ipo consentita, l‘indebitamento finanziario lordo del gruppo rimarrà significativo”, avverte però nel prospetto.

DOPO TRE BILANCI IN ROSSO, 2015 VISTO IN UTILE

La società ha chiuso gli ultimi tre esercizi in perdita (con un rosso di 99 milioni nel 2013), ma secondo il managemnt tornerà in utile il prossimo anno.

“Le perdite derivano da poste non ricorrenti”, ha spiegato il Cfo. A questo proposito l‘AD ha escluso per il futuro contenziosi aperti significativi, che potrebbero incidere sui futuri bilanci.

“Sicuramente dal 2015 saremo in nero”, ha aggiunto il Cfo Corrado Orsi durante la presentazione alla stampa.

Nel prospetto informativo la società prevede invece per il 2014 una nuova perdita, seppur più contenuta rispetto a quella dello scorso anno, e un Ebitda consolidato maggiore rispetto a quello del 2013, calcolato senza tener conto del costo sostenuto nell‘esercizio 2013 per la definizione agevolata del contenzioso sugli “apparecchi da intrattenimento”.

Il Cfo ha sottolineato che non è stata definita una politica dei dividendi, che sarà elaborata in seguito, tenendo in considerazione alcune limitazioni: la prima derivante dai contratti di finanziamento senior che mettono come condizione una leva inferiore a 3 (debt cover); la seconda condizione è invece legata a quanto previsto dal contratto del bond da 275 milioni con scandenza al 2017, che prevede la possibilità di distribuire il 50% degli utili cumulati.

La società non ha distribuito dividendi per gli anni 2013, 2012 e 2011 “anche a causa delle rilevanti perdite maturate in tali esercizi”, spiega il prospetto.

Per quanto riguarda le opportunità di crescita esterna, i vertici che la società “guarda a tutte le opportunità”.

(Elisa Anzolin)

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